{"id":72,"date":"2016-06-11T16:43:27","date_gmt":"2016-06-11T14:43:27","guid":{"rendered":"http:\/\/trofeo112.it\/?page_id=72"},"modified":"2020-04-26T11:46:40","modified_gmt":"2020-04-26T09:46:40","slug":"come-vestivamo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/come-vestivamo\/","title":{"rendered":"Come eravamo"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: center;\">Premiazione Fiat 1981<\/h5>\n<div id=\"attachment_141\" style=\"width: 614px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-141\" class=\"size-full wp-image-141\" src=\"http:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/podio-81.jpg\" alt=\"\" width=\"604\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/podio-81.jpg 604w, https:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/podio-81-300x219.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><p id=\"caption-attachment-141\" class=\"wp-caption-text\">Da sx a dx: Alessandro Billiani-Daniele Spongia, Ruggero Ravaioli-Paolo Fabrizio Fabbri, Piero Canobbio-Carlo Angelo Canova. A lato Attilio Bettega<\/p><\/div>\n<h2>Quattro ragazzi di Manzano<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stasera guardavo delle vecchie foto mi sono tornati in mente quattro ragazzi di Manzano con tante passioni \u201cmatte\u201d ma anche le idee gi\u00e0 abbastanza chiare su come si faceva ad andare forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabrizio\u00a0Zugliano aveva un anno di pi\u00f9, e appena ha preso lui la patente abbiamo cominciato a seguire i Rally in giro per l\u2019Italia, prima solo a guardare, poi man mano a cercare di capire come avremmo potuto fare per correre anche noi. La parola \u201calbergo\u201d nel nostro dizionario non esisteva, se andavamo in 4 con la sua Mini si doveva tornare finita la gara, se Piero Del Pup poteva chiedere a sua madre di prestarci la Fiat 128 familiare che serviva per andare a prendere i cartoni delle sigarette per il loro tabacchino, allora avevamo pi\u00f9 spazio e ci potevamo anche permettere di dormire un po\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si seguiva la corsa, ma appena potevamo andavamo a sbirciare dietro i parabrezza i quaderni delle note dei grandi navigatori dei tempi eroici ed erano grandi sul serio, Mannucci, Perissinot, Mannini, Rudy e tanti altri. Si guardava e si imparava, poi a casa si cercava di rifarlo, e alla prima gara eravamo gi\u00e0 tranquilli, perch\u00e9 \u201cavevamo fatto\u201d per conto nostro almeno 2 o 3 rally internazionali, quando non c\u2019era nessuno: note, anticipi e tutto, piano assistenza compreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo notti trascorse ad attendere che la valle si riempisse del rumore dei motori e delle sciabolate dei fari, albe fredde e livide che si riscaldavano quando passavano le macchine con i dischi dei freni roventi che facevano una scia di luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci ritrovavamo nell\u2019officina del paese, dove \u201cTite\u201d Lanzutti preparava le A112 e dopo un po\u2019 abbiamo iniziato ad aiutarlo nelle assistenze in gara. Nel frattempo Piero ha risposto a un annuncio, cos\u00ec lui e io siamo riusciti a farci \u201cassumere\u201d come fotografi occasionali da una agenzia allora in voga. La motivazione principale era di &#8220;entrare nell&#8217;ambiente, con il modesto compenso si pagava la benzina delle trasferte e anche un (ma uno solo) pasto caldo, lussi da signori \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un momento di gloria che ricordo come fosse adesso, \u00e8 stato il primo \u201cincarico\u201d al rally mondiale di Sanremo, di un anno che preferisco non cercare di identificare, basta dire che facevamo le foto in bianco e nero \u2026 Arriviamo l\u00ec, con le nostre macchinette comprate usate (ma buone) e gli scarponi infangati ma al collo il pass \u201cPhoto Press\u201d del mondiale. Entriamo in sala stampa e non sappiamo neanche cosa farci, solo un giretto per sentire se l\u2019aria era diversa che fuori e fare parte anche noi di quel mondo. Non saprei dire la qualit\u00e0 delle foto, ma se continuavano a chiamarci tanto male non dovevano essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fotografare e cambiare le gomme degli altri ci piaceva, ma non era quello che volevamo fare, cos\u00ec appena presa la patente si fa visita e licenza, e ci si tiene pronti, assaggiando le strade pi\u00f9 solitarie e piene di curve della zona con il \u201csiscenton\u201d trazione posteriore del pap\u00e0 di Mauro Zamparutti e la Fiat 127 della ditta che qualche volta riuscivo a trafugare la sera. Non facevamo proprio gli stupidi, almeno lo pensavamo noi, ci preparavamo con una ingenua ma logica seriet\u00e0 alle situazioni di gara e le abbiamo sempre riportate a casa intere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avremmo fatto poi tutti i navigatori, seguendo tanto di corso per perfezionare quello che ancora non avevamo sperimentato, per\u00f2 eravamo in 4 e gli equipaggi erano fissi: io alla guida con Piero a fianco sulla 127 poi con la mia Alfasud, Mauro e Fabrizio con la 600. In attesa di correre sul serio abbiamo anche tentato qualche gara di regolarit\u00e0 che allora si poteva correre con macchine di serie, e risultati niente male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-140\" src=\"http:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/SiscentAlasud.jpg\" alt=\"siscentalasud\" width=\"985\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/SiscentAlasud.jpg 985w, https:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/SiscentAlasud-300x103.jpg 300w, https:\/\/trofeo112.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/SiscentAlasud-768x264.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 985px) 100vw, 985px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dire la verit\u00e0 non abbiamo dovuto aspettare tanto, qualcosa in noi evidentemente dava un minimo di fiducia, perch\u00e9 abbiamo iniziato ad avere delle occasioni, uno alla volta ci siamo \u201csistemati\u201d su sedili di copilota del Trofeo A112, e l\u00ec \u00e8 cominciata sul serio. Piero \u00e8 stato il primo, era sicuramente il migliore di noi, il pi\u00f9 preparato. Sale a fianco di Pigi Comelli con cui alla prima stagione di gare arriva secondo nel Trofeo, acquisendo il diritto di correre l\u2019anno successivo con la 4 Rombi, programma junior team semiufficiale gruppo Fiat sulle Ritmo Gruppo 2 proseguendo poi in quell\u2019avventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ci metto un po\u2019 di pi\u00f9 ma arrivo pi\u00f9 lontano, inizio con piloti locali bravini, e dopo le prime gare capisco che tanto spazio per migliorare l\u00ec non c\u2019\u00e8. Trovo da emigrare sportivamente in Veneto, mi faccio conoscere e continuo a correre con piloti sempre un po\u2019 migliori. Due stagioni e anche per me c\u2019\u00e8 il secondo posto nel Trofeo con Daniele Spongia, inizio a entrare nell\u2019orbita delle squadre che contano sul serio, non ho problemi ad alternare piloti e macchine diversi, cos\u00ec rimango in quel giro per un bel po\u2019. Poi finita la parabola con le macchine, nello sport ho fatto un po\u2019 di tutto, MTBiker da strapazzo, commentatore, organizzatore, team manager e adesso fotografo e webmaster. Sport diversi, sfide diverse, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabrizio e Mauro sono pi\u00f9 pazienti, dopo qualche esperienza si dividono il sediolo di destra di Pietro Corredig, cogliendo delle belle soddisfazioni negli anni successivi, e vincendo praticamente in 3 assieme l\u2019ultimo Trofeo A112. Correranno ancora, con altri e anche insieme come equipaggio. Poi si dedicheranno principalmente all\u2019organizzazione, riportando in alto la gara in salita Cividale-Castelmonte e la scuderia Red White.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace vivere nel presente e non parlo volentieri dei tempi andati, perch\u00e9 trovo che quello che si \u00e8 gi\u00e0 fatto \u00e8 una ricchezza che ci si porta dentro, ma c\u2019\u00e8 ogni giorno la possibilit\u00e0 di fare meglio, un altro traguardo da raggiungere, cose nuove da imparare e perfezionare. Per\u00f2 ogni tanto penso a quei 4 ragazzi di Manzano e qualcosa si muove dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Billiani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premiazione Fiat 1981 Quattro ragazzi di Manzano Stasera guardavo delle vecchie foto mi sono tornati in mente quattro ragazzi di Manzano con tante passioni \u201cmatte\u201d ma anche le idee gi\u00e0 abbastanza chiare su come si faceva ad andare forte. 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