{"id":1526,"date":"2019-04-03T15:08:12","date_gmt":"2019-04-03T13:08:12","guid":{"rendered":"http:\/\/trofeo112.it\/?p=1526"},"modified":"2024-03-29T17:30:30","modified_gmt":"2024-03-29T16:30:30","slug":"assistenza-ufficiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2019\/04\/03\/assistenza-ufficiale\/","title":{"rendered":"ASSISTENZA \u201cUFFICIALE\u201d"},"content":{"rendered":"\r\n<p>di Fabrizio Zugliano.\u00a0<\/p>\r\n<p>Negli anni \u201980, a differenza forse di oggi, era un po\u2019 pi\u00f9 difficile dal punto di vista economico correre in macchina e fare rally. Qualcuno aveva dei piccoli sponsor ma certo eravamo ancora agli albori di queste cose e quindi ci si arrangiava al meglio, come ognuno di noi poteva.\u00a0Il Trofeo A112 da questo punto di vista era strutturato abbastanza bene, perch\u00e9 i premi in denaro venivano erogati alla fine di ogni gara e girone e questo permetteva a molti di noi di proseguire nel Campionato.\u00a0Per quanto riguardava l\u2019assistenza non c\u2019era l\u2019esasperazione che c\u2019\u00e8 oggi: se avevi un guaio tecnico importante l\u2019unica alternativa era che ti fermavi, altrimenti per cambio gomme, benzina e altro erano pi\u00f9 che sufficienti i soliti amici che ti aiutavano anche a ripristinare la macchina dopo ogni gara.\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cos\u00ec fu anche nel 1982, quando assieme a Pietro Corredig affrontammo il 24\u00b0 Rally di Sanremo, gara valida per il Campionato del Mondo, quindi con la presenza di tutte le squadre ufficiali.\u00a0Come di consuetudine, i piloti del Trofeo correvano solamente l\u2019ultima tappa del rally, ma per le piccole 112 era comunque impegnativo, soprattutto pensando ai 35 chilometri della prima prova speciale di San Romolo.\u00a0Essendo dunque il Sanremo una delle ultime gare di stagione il budget a disposizione era oramai ai minimi termini per cui la nostra assistenza era l\u2019amico, s\u00ec uno solo, Ugo, arrivato a Sanremo in treno dal Friuli il giorno prima della gara. L\u2019auto di assistenza era il muletto che ci aveva permesso di fare le ricognizioni nei giorni precedenti e che avevo guidato, solo, partendo dal Friuli, mentre in quella occasione Corredig aveva portato l\u2019auto da gara sul carrello e, vi assicuro, era gi\u00e0 un lusso.\u00a0Ricordo che sul palco di partenza la simpatica Luisella Berrino, speaker della manifestazione, ci chiese dell\u2019assistenza e si meravigli\u00f2 non poco quando gli dicemmo che avevamo un amico che ci aspettava con il muletto e con gomme, benzina e tutto il resto lungo il percorso.\u00a0Da Sanremo Cannobbio-\u201cMicky\u201d, i primi del Trofeo A112, partivano alle ore 23,05 quindi almeno met\u00e0 gara si svolgeva di notte. Dopo aver affrontato la prima speciale, purtroppo con foratura e cambio gomma (i famigerati Pirelli P6 sicuramente non all&#8217;altezza per un uso racing) in Prova Speciale in circa 4 minuti, c\u2019era da affrontare la P.s. di Colle d\u2019Oggia. Avevamo stabilito, e non c\u2019erano certo i cellulari a quel tempo, che Ugo ci raggiungesse proprio a Carpasio in piazza del Municipio poco prima della Prova Speciale.\u00a0C\u2019era anche necessit\u00e0 di sostituire le pastiglie dei freni, perch\u00e9 la frenata non era buona. Arrivati in questa piazza abbiamo trovato Ugo disperato, e ci disse che non arrivava a passare con il muletto (e quindi con tutta la roba dentro) perch\u00e9 purtroppo c\u2019era tanta gente ed era tutto bloccato, senza riuscire proprio a passare con l\u2019auto.\u00a0Per fortuna l\u2019auto non era molto lontana e Ugo and\u00f2 a recuperare il crick, un paio di gomme, le pastiglie dei freni e qualche chiave per poter farci assistenza.\u00a0Era notte fonda ormai e ai margini della piazza c\u2019erano i furgoni dell\u2019assistenza del Rothmans Opel Rally Team per\u00a0 Walter Rohrl e Henri Toivonen che correvano con le Opel Ascona 400.\u00a0Qualcuno dei meccanici si stava riposando in attesa del prossimo passaggio dei due piloti ufficiali, altri mangiavano un panino.\u00a0Uno di loro si era incuriosito vedendoci lavorare sul 112 e aveva intuito le nostre difficolt\u00e0 fra il buio e la mancanza di attrezzi.\u00a0In tedesco ci ha chiesto qualche cosa, ma pur non conoscendo la lingua, ci siamo capiti al volo.\u00a0A quel punto ricordo un bellissimo \u201cSchnell-Schnell\u201d seguito da qualcosa di incomprensibile e, parve di essere sul set di un film: abbiamo sentito mettersi in moto i generatori, la piazza si illumin\u00f2 a giorno e tre o quattro meccanici arrivarono con avvitatori, crick e tutto l\u2019occorrente. A quel punto anche la gente si avvicin\u00f2 al nostro 112 incuriositi da tanta confusione.\u00a0Non so Pietro, ma io in quel momento mi sono sentito tanto importante!\u00a0\u201cForse\u201d le pinze dei freni del 112 sono un po\u2019 diverse da quelle della Opel Ascona 400, ma bast\u00f2 un\u2019indicazione di Corredig al meccanico della Opel e tutto fil\u00f2 liscio e riuscimmo a fare una completa assistenza al nostro giocattolino che ci permise di affrontare nel migliore dei modi le prove speciali successive.\u00a0Con le gomme <em>spaiate<\/em>, causa la foratura, anche nella successiva prova speciale abbiamo preso 20 secondi dal primo del Trofeo, ma poi nelle successive, <em>gasati<\/em> da quanto successo, abbiamo fatto registrare ottimi tempi, soprattutto su Col Langan, dove siamo arrivati a fine prova speciale senza freni, creando panico fra i cronometristi perch\u00e9 non siamo riusciti a fermarci al controllo di fine P.s. sfiorando l\u2019auto di un concorrente ferma allo stop e il tavolino dei cronometristi. Facendo un confronto con i concorrenti del mondiale sulla stessa P.s. (SS56 Col Langan) il nostro tempo risult\u00f2 l&#8217;undicesimo assoluto e secondo del Trofeo mentre De Paoli che aveva vinto la P.s. registr\u00f2 addirittura il nono assoluto. C&#8217;\u00e8 da essere soddisfatti! Abbiamo concluso la gara a 4\u2019 e 38\u201d dai vincitori De Paoli-Gargiulo e senza la foratura potevamo essere sul podio.\u00a0Ci consolava e ci esaltava per\u00f2 il fatto di aver avuto, per una volta, \u201cl\u2019assistenza ufficiale\u201d e aver avuto cos\u00ec tanti meccanici che si occupavano del nostro 112.\u00a0Il rammarico, semmai, di quella indimenticabile assistenza \u00e8 solo quello di non avere una fotografia, una testimonianza di quanto accaduto, ma se qualcuno leggendo questo articolo trovasse qualcosa sulla A112 con il numero di gara 207, anno 1982, 24\u00b0 RALLY di SANREMO, gliene sarei infinitamente grato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabrizio Zugliano.\u00a0 Negli anni \u201980, a differenza forse di oggi, era un po\u2019 pi\u00f9 difficile dal punto di vista economico correre in macchina e fare rally. 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