{"id":1577,"date":"2020-04-01T16:26:02","date_gmt":"2020-04-01T14:26:02","guid":{"rendered":"http:\/\/trofeo112.it\/?p=1577"},"modified":"2020-05-01T12:31:08","modified_gmt":"2020-05-01T10:31:08","slug":"la-mia-prima-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2020\/04\/01\/la-mia-prima-volta\/","title":{"rendered":"LA MIA PRIMA VOLTA"},"content":{"rendered":"\r\n<p>di Giorgio Bozzi.<\/p>\r\n<p>Si, sono stato uno dei tanti protagonisti di queste gare al fulmicotone, dove \u201cnon mollavi mai\u201d, senza tattiche perch\u00e9 andavi al massimo dall\u2019inizio alla fine\u2026 se ci arrivavi, dove gli avversari diventavano anche amici e i navigatori invecchiavano precocemente\u2026dagli spaventi!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Perch\u00e9 partecipare al Trofeo A112 Abarth?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Credo che, oltre alla passione per una disciplina cos\u00ec particolare e articolata come i rallies, nella gran parte dei partecipanti ci fosse la voglia di emergere, la volont\u00e0 di competere ad armi pari, il richiamo della sfida, la possibilit\u00e0 di fare importanti gare nell\u2019ambito del Campionato Italiano Internazionale e, non ultimo, di gareggiare a bassi costi in contesti affascinanti e sotto i riflettori dei media.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cos\u00ec,\u00a0 considerato il grande successo della prima edizione del Trofeo (1977) e le concrete opportunit\u00e0 di crescita rivolte ai primi piloti classificati, decisi di partecipare all\u2019edizione del 1978, forte dei lusinghieri e incoraggianti risultati delle mie prime gare a livello regionale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il Trofeo era particolare, nonostante quasi tutti fossero poco pi\u00f9 che dei ragazzi (io avevo 23 anni), si respirava un\u2019aria molto professionale, inconsueta per quei tempi, almeno per noi \u201cragazzini terribili\u201d, apostrofati in questo modo dalla stampa e dai piloti professionisti, ma con il piede pesante e tante speranze.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>C\u2019era chi aveva gi\u00e0 il \u201cmuletto\u201d, chi aveva due \u201c12\u201d una per le gare di asfalto e un\u2019 altra per le gare in terra, chi aveva il \u201c12\u201d ufficiale di una scuderia, chi aveva i primi sponsor; ma tutti con un denominatore comune: provare tanto, fino all\u2019esaurimento delle forze e\/o dei soldi per andare pi\u00f9 forte di tutti in gara.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma veniamo al mio debutto. Avevo pochi soldi e la famiglia contraria\u2026 non erano certo le condizioni ideali per intraprendere un campionato del genere, altamente competitivo, impegnativo e costoso per chi, come me, non aveva mezzi e alcun sostegno morale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Comprai, a cambiali di nascosto dai genitori, la mia A112 Abarth 70hp ma, risolto il problema dell\u2019acquisto, c\u2019erano ancora altri scogli: l\u2019acquisto del \u201ckit gara\u201d direttamente fornito dal reparto corse Lancia, oltre all\u2019allestimento dello stesso e le ulteriori preparazioni necessarie per avere un\u2019auto competitiva.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Non sapevo come fare. Per fortuna un amico (diventato in seguito stimato co-pilota semi professionista) \u2013 <em>Alessandro Pavesi<\/em> \u2013 parl\u00f2 cos\u00ec bene di me a un emergente preparatore \u2013 <em>Mauro Nocentini<\/em> \u2013 al punto di convincerlo a consegnarmi l\u2019auto pronta gara a sue spese e a garantirmi l\u2019assistenza oltre al mantenimento dell\u2019auto durante tutto il campionato!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Grazie a loro inizi\u00f2 l\u2019avventura, al Rally dell\u2019Isola d\u2019Elba, con due gare di ritardo rispetto al calendario che prevedeva la prima gara in Sicilia (Rally Targa Florio) e la seconda in Sardegna (Rally Costa Smeralda).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sbarcai sull\u2019isola con il fido navigatore <em>Franco Donati<\/em> (gi\u00e0 esperto e molto bravo) che si sarebbe alternato al mio fianco con altro \u201cgrande\u201d, <em>Fabio Coppa<\/em> (diventato in breve tempo \u201csanto\u201d per la pazienza dimostrata nel sopportarmi) e con la fiammante A112 Abarth 70hp appena uscita dalle cure dell\u2019officina <em>Mauro Rally Tuning.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Naturalmente, non avevo il \u201cmuletto\u201d. Le ricognizioni iniziarono con l\u2019auto da gara, una settimana prima della competizione come era consuetudine fare; ero felice, nella speranza di dimostrare il mio talento e di iniziare a racimolare i primi punti per il campionato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La cosa che mi colp\u00ec subito fu il calore della gente, appassionata come non avevo mai visto, disponibile a risolverti qualsiasi problema, qualunque desiderio; ma perch\u00e9 mi domandavo? Semplice, perch\u00e9 per loro il rally era l\u2019evento dell\u2019anno e tu ne facevi parte, da protagonista, pilota, eroe.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Appena sceso dal traghetto incontrai per caso un ragazzo \u2013 <em>Luciano \u2013 <\/em>della Val di Fiemme (Trentino), conosciuto in villeggiatura anni prima e in servizio nell\u2019Arma dei Carabinieri proprio l\u00ec sull\u2019Isola, il quale volle assolutamente il numero di telefono dell\u2019albergo in cui alloggiavo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il giorno stesso, dopo cena, arriv\u00f2 puntuale la sua telefonata: \u201c<em>in quale prova speciale sei diretto?<\/em>\u201d<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Arrivai, come promesso, a inizio prova speciale e trovai tre camionette dei Carabinieri\u2026 al mio servizio!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dopo i saluti e le doverose presentazioni oltre a due autografi\u2026 incredibile, non ero nessuno ma Luciano mi aveva dipinto come un fenomeno, i Carabinieri si divisero i compiti: una camionetta rimase l\u00ec a bloccare le auto eventualmente in transito, un\u2019altra and\u00f2 alla fine della prova speciale per lo stesso motivo e la terza si posizion\u00f2 su un bivio verso met\u00e0 prova a garantire il \u201cblocco\u201d totale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Provai come un matto quel tratto di strada dalle dieci di sera sino all\u2019una di notte, sicuro di non trovare auto in senso contrario. Feci un ottimo lavoro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma ecco i primi guai il giorno seguente, anzi la notte. Una curva presa male e la conseguente \u201ctoccata\u201d contro la montagna.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il risultato fu di aver piegato l\u2019attacco della barra stabilizzatrice con il relativo arretramento della ruota anteriore destra e di dover sospendere le ricognizioni per una giornata, oltre al problema di risistemare il \u201c12\u201d\u2026 ma ci aiut\u00f2, ancora una volta, la disponibilit\u00e0 di Luciano e la passione e la gentilezza di un meccanico locale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Purtroppo l\u2019auto, seppur ripristinata, non era pi\u00f9 la stessa e\u2026 anche Mauro Nocentini non era pi\u00f9 lo stesso perch\u00e9, informato dell\u2019accaduto, and\u00f2 su tutte le furie. Mi diede comunque appuntamento al suo arrivo con i mezzi d\u2019assistenza, il giorno prima della gara per verificare di persona l\u2019accaduto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Arriv\u00f2 il giorno tanto atteso. Prima della partenza, vedere, in \u201cparco chiuso\u201d, circa sessanta A112 perfettamente allineate, pulite, pronte a darsi battaglia fu meraviglioso e fu anche l\u2019inizio delle prime conoscenze, gli avversari.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ci siamo, lo speaker mi chiama sul palco partenza, lo stomaco \u00e8 attorcigliato, il navigatore consegna la tabella di marcia al cronometrista che la rende \u201ctimbrata\u201d e\u2026via, in trasferimento verso la prima prova speciale. Sono all&#8217;incirca le dieci di sera.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Apparentemente la calma regna all&#8217;interno dell\u2019abitacolo ma non \u00e8 cos\u00ec, almeno per me.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le mie attenzioni sono rivolte alle gomme, alle sensazioni che mi trasmettono. E\u2019 la prima volta che utilizzo coperture da competizione riservate al Trofeo e non so il loro comportamento, inoltre inizia l\u2019ansia \u201cda prestazione\u201d. Sar\u00f2 davvero veloce come credo e soprattutto vicino ai migliori?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per pensare, sono allo start della mia prima prova speciale nel Trofeo A112 Abarth.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I piloti che avevano gi\u00e0 preso punti nelle gare precedenti partivano per primi, gli altri a sorteggio. Avevo il numero 237, in pratica ero in mezzo allo schieramento, con il 201 partiva il pilota in testa al campionato, un certo <em>Comelli<\/em>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>I primi chilometri della prova speciale denominata \u201cDue Mari\u201d sono facili, in leggera salita, ma alla prima vera \u201cstaccata\u201d per un tornante\u2026 freno cos\u00ec violentemente e cos\u00ec in anticipo che sono costretto a ridare gas! Stavo guidando da cane.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Franco mi sussurra nell&#8217;interfono: <em>calma, concentrati<\/em>. \u00a0Uscito dal tornante, certo di aver concesso secondi preziosi agli avversari in quei pochi chilometri, iniziai finalmente a guidare bene, attento alle traiettorie e \u201cpancia a terra\u201d come era solito fare nel Trofeo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Curva dopo curva, consapevole di aver superato l\u2019emozione e di far bene, ecco improvvisamente la nebbia, fitta, da non vedere oltre dieci metri.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il dubbio che i primi non l\u2019avessero trovata fu tale da non farmi alzare il \u201cpiede\u201d pi\u00f9 di tanto, soprattutto perch\u00e9 Franco mi dettava le note con tale sicurezza e precisione che mi sentivo come preso per mano, condotto metro per metro in quel budello impenetrabile dove sembrava vederci solo lui, mentre io andavo a cercare con lo sguardo il ciglio della strada per capire dove direzionare l\u2019auto, alla cieca.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ero completamente nelle mani di Franco, in assoluta fiducia, curvavo in D3 anche se non la vedevo e puntualmente al suo comando la curva arrivava\u2026 non dovevo fare altro che crederci e buttarmi dentro!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Mi piace pensare che anche lui avesse la stessa fiducia nei miei confronti, anche se sono convinto che un po\u2019 di paura l\u2019avesse. Non l\u2019ha mai confessato. Comunque grazie e bravo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Improvvisamente comparvero due lucine rosse davanti a noi. Era il concorrente partito un minuto prima di noi (gli start in prova speciale avvenivano a distanza di minuto per concorrente). Lo superai in un tratto rettilineo, sfiorando le fiancate.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Bene, allora tanto piano non stiamo andando, pensavo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Quando \u201cprendi\u201d quello davanti a te scatta una forma di autostima, di gasamento, la conferma della tua bravura nell&#8217;essere veloce ma, al tempo stesso, pericolosa perch\u00e9 se non controllata pu\u00f2 portarti oltre il limite.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ancora qualche chilometro e di nuovo altre due lucine rosse. Caspita, un altro avversario raggiunto, quello che partiva due minuti prima di noi. Stiamo volando!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il poverino, gentile, forse preoccupato nel vedere tanta irruenza alla sue spalle si spost\u00f2, quasi si ferm\u00f2 per farmi passare. Immagino cosa abbia pensato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La nebbia spar\u00ec dopo aver \u201cscollinato\u201d, a circa tre quarti del tratto cronometrato, in discesa, e continuai ancora grintoso ma attento sino alla fine di questa terribile, impegnativa prima prova speciale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Chiesi al navigatore il tempo impiegato: 18\u201933\u201d rispose, non male rispetto alle prove pre-gara e considerate le condizioni avverse.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A quel punto avevo un solo pensiero: sapere al pi\u00f9 presto i tempi dei migliori.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Arrivammo dopo un lungo trasferimento al primo \u201cparco assistenza\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Notai un certo affollamento nell&#8217;area presidiata dalla nostra scuderia, il <em>Jolly Club<\/em>, e<em> c<\/em>on la luce dei riflettori negli occhi, il rumore dei compressori nelle orecchie, capii che molte persone erano l\u00ec ad aspettare me.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>L\u2019auto fu circondata da volti sconosciuti, tranne uno, <em>Roberto Angiolini<\/em>, patron del Jolly Club che con fare incredulo disse<em>: \u201chai fatto il miglior tempo, bravo\u2026\u201d.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ancora seduto in auto incrociai lo sguardo raggiante di Mauro Nocentini che, soddisfatto e senza dire nulla, con un\u2019amichevole pacca sulla spalla mi invit\u00f2 a scendere per consegnare il \u201c12\u201d ai suoi meccanici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nei 20 minuti di tempo del \u201cparco assistenza\u201d tutta quella folla desiderava vedere da vicino quel numero 237, tutti volevano scoprire il viso di quel <em>Bozzi<\/em>, tutti ambivano di conoscere l\u2019autore di quel \u201ctempone\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ricordo il <em>Dr. Tabaton<\/em>, titolare della scuderia <em>Grifone<\/em> e padre di <em>Fabrizio Tabaton<\/em>, mio avversario considerato tra i favoriti del campionato, che venne a complimentarsi e accertarsi se anch&#8217;io, come suo figlio, avessi trovato nebbia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ricordo <em>Carlo Cavicchi<\/em>, allora inviato per il settimanale <em>Autosprint<\/em>, ricordo <em>Guido Rancati<\/em>, anch&#8217;egli noto giornalista del mondo dei motori, e tanti altri dei quali ora mi sfuggono i nomi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ero al settimo cielo, in mezzo a tanta gente, a tanto stupore, a tanti complimenti, a tanti amici che non sapevo nemmeno fossero venuti ad assistere al mio debutto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La prova speciale seguente, chiamata \u201cMonumento\u201d, non mi era congeniale fin dalle ricognizioni, era relativamente corta e non riuscivo a trovare il giusto \u201cfeeling\u201d con la strada. Il cronometro conferm\u00f2 la mia difficolt\u00e0 segnando un mediocre tempo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Forse anche l\u2019emozione dell\u2019improvvisa popolarit\u00e0 contribu\u00ec a non farmi guidare come avrei dovuto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Mi ripresi subito nelle prove speciali seguenti, il \u201cColle d\u2019Orano\u201d e il \u201cMonte Perone\u201d, difficili e scivolose, registrando tempi di tutto rispetto, sempre nella top ten.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dopo queste prove speciali si ritornava al \u201cparco assistenza\u201d. La classifica provvisoria mi vedeva al 3\u00b0 posto, preceduto da <em>Tabaton e Cunico<\/em>, rispettivamente primo e secondo, e davanti a <em>Simontacchi<\/em> e <em>Marasti<\/em>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Eravamo tutti racchiusi in 30 secondi. In questa prima fase del rally si ritir\u00f2 <em>Gasole<\/em>, altro vero \u201cmissile\u201d che battagliava a suon di tempi \u201cimpossibili\u201d con noi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Purtroppo, la quinta prova cronometrata era ancora il tanto odiato \u201cMonumento\u201d e\u2026 l\u00ec fin\u00ec la mia gara, capottato!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Piansi come un bambino per cinque minuti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Seduto sul ciglio della strada, deluso, senza darmi pace, iniziavo a pensare all&#8217;immediato futuro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Mi ritrovavo con l\u2019auto distrutta e ancora da pagare, con i genitori ignari e prima o poi da affrontare, oltre a Mauro Nocentini al quale non sapevo cosa dire se non scusa, ho sbagliato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Bella idea quella di partecipare al Trofeo!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il giorno dopo andai comunque alla cerimonia di chiusura del rally e, a sorpresa, ricevetti i complimenti da molti addetti ai lavori, feci le prime interviste e conobbi alcune persone che negli anni divennero anche cari amici.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per\u00f2, il fatto pi\u00f9 sorprendente fu l\u2019inatteso interesse di Roberto Angiolini che, insieme a Nocentini, promisero di aiutarmi per continuare il campionato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giorgio Bozzi. Si, sono stato uno dei tanti protagonisti di queste gare al fulmicotone, dove \u201cnon mollavi mai\u201d, senza tattiche perch\u00e9 andavi al massimo dall\u2019inizio alla fine\u2026 se ci arrivavi, dove gli avversari diventavano anche amici e i navigatori invecchiavano precocemente\u2026dagli spaventi! Perch\u00e9 partecipare al Trofeo A112 Abarth? Credo che, oltre alla passione per una disciplina cos\u00ec particolare e articolata come i rallies, nella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1577"}],"collection":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1577"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2092,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1577\/revisions\/2092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}