{"id":1581,"date":"2020-04-01T16:34:26","date_gmt":"2020-04-01T14:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/trofeo112.it\/?p=1581"},"modified":"2020-04-29T14:56:15","modified_gmt":"2020-04-29T12:56:15","slug":"il-mio-targa-florio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2020\/04\/01\/il-mio-targa-florio\/","title":{"rendered":"IL MIO TARGA"},"content":{"rendered":"\r\n<p>di Tiziano Campagnol.<\/p>\r\n<p>Primi giorni di dicembre 1978, il Piave Jolly sezione trevigiana del Jolly Club organizza la festa della premiazione per la nutrita schiera di piloti che corrono sotto le loro insegne. Sono della compagine e mi ritrovo in una discoteca in quel di Spresiano vicino a Treviso.<br \/>La serata \u00e8 una sorta di raduno dove si stringono mani di persone incontrate durante la stagione (magra per me), qui incontro Cunico e Meggiolan conosciuti\u00a0in Sicilia nel marzo precedente al Targa 78 che provai ma non disputai aiutando l\u2019assistenza Jolly dove era necessario. Ci scambiamo qualche opinione sull\u2019appena terminato Trofeo e ci si scambia i numeri di telefono.<br \/><br \/>Fine febbraio, pochi giorni prima della gara del Targa Florio 1979 all\u2019ora di pranzo suona il telefono e risponde mia madre. Torna in sala dicendomi che un certo Gianfranco Cunico mi vuole, &#8220;cazzo e me lo dici cos\u00ec&#8221; penso e volo al telefono. Dall&#8217;altro capo Cunico mi fa, \u201cMeggio non pu\u00f2 correre per impegni di scuola, mi serve un navigatore al Targa Florio, tu lo hai gi\u00e0 fatto,\u00a0corriamo spesati con macchina ufficiale Jolly vuoi essere con me?\u201d \u00a0Non ricordo le mie reazioni ma il sunto del mio discorso fu &#8220;dimmi dove e quando e se serve ti seguo anche in capo al mondo&#8221;.<br \/><br \/>Pochissimi giorni dopo Franco \u00e8 a casa mia, armi e bagagli caricati e torniamo a Vicenza dove pranziamo con i suoi. Terminato il pranzo il commiato, saliamo sul muletto (un ex Capone) verde \u00a0&#8220;piantato\u201d \u00a0in una non ricordo quale gara che reca ancora le conseguenze. Ha il tipico assetto da &#8220;cane da caccia&#8221; con le ruote posteriori non allineate a quelle anteriori, ma il motore gira che \u00e8 una meraviglia, quello \u00e8 il muletto affidatoci dal Jolly Club e tra relais e tubi riusciamo a far stare tutte le valige.<br \/><br \/>Al casello autostradale ci incontriamo con Caneva e De Vidal , anch&#8217;essi iscritti al Trofeo e partiamo per la Sicilia via Genova. Ci dirigiamo all&#8217;imbarco dove all&#8217;andata siamo tutti e 4 alloggiati sulla stessa cabina. Le mogli navigatrici dei due scenderanno pi\u00f9 avanti e De Vidal naviga in prova Caneva e viceversa (va bhe, basta provare)<br \/>Il mare era pi\u00f9 mite dell&#8217;anno precedente consentendo cos\u00ec una maggiore &#8220;vivibilit\u00e0&#8221; del tragitto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Palermo a noi viaggiatori del Trofeo (ed eravamo in tanti in quella nave) sembr\u00f2 la terra promessa come ha scritto Vittorio Caneva sul suo &#8220;il sapore della passione&#8221;.<br \/><br \/>Usciti dalla stiva ci raggruppammo e tutti verso Cefal\u00f9 evitando gli entusiasti cittadini che ci sfrecciavano da tutte le parti\u00a0 esaltati dal gruppo di 112 allineate. <br \/><br \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>LE RICOGNIZONI<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La notte, come d&#8217;uso, era da vampiri. Fuori fino all&#8217;alba, partivamo in gruppo, Bozzi ed il suo secondo Bardelli, Caneva e Gianni, Cunico ed io. Non so dire se furono tra le notti pi\u00f9 divertenti della mia vita. Io e molti altri eravamo poco pi\u00f9 che ventenni. Gli &#8220;adulti&#8221; (Jolly Club e altri) ci avevano caricato di importanti impegni da assolvere ma affrontavamo la cosa con lo spirito di chi la vita vuol godersela a tutti i costi anche se debbo dire che una certa professionalit\u00e0 cercavamo di mettercela.<br \/><br \/>Alla prima prova con le note dell&#8217;anno precedente crollo nel panico.\u00a0 Avevo sempre corso con auto di gruppo superiore 2, 3, 4 ed era la mia prima gara in gr.1 ma\u2026. vuoi il sistema diverso di compilazione sul blocco fatto da Meggiolan anno prima, vuoi il tenore di lettura assolutamente inaspettato per me con la guida di Cunico, fatto sta che ci metto una buona mezz&#8217;ora per riuscire solo ad ingranare e capire la cadenza. Piano piano che andiamo avanti mi rendo conto che io di quel rally vedr\u00f2 poco o niente del paesaggio circostante. <br \/>Incalza su di me un ritmo di lettura indiavolato che non mi permette neppure di alzare la testa per eventuali riferimenti, percepisco con il culo, scusate il francesismo, il comportamento macchina. Rilevo sempre con quella ed unica cosa che ti aiuta a guidare (il culo) che la macchina \u00e8 praticamente sempre in scivolata. Percepisco i tornanti su 2\/3 ruote, leggo una \u201cD x M-\u201c \u00a0e mi aspetto uno stacco, sento invece quel dannato al mio fianco pestare gi\u00f9 sull&#8217; acceleratore \u00a0come un matto, giungiamo in discesa in un &#8220;200 Sx Veloce LL ! rivoli d&#8217;acqua&#8221; e non percepisco nessuna titubanza o stacco nei giri motore. Ai &#8220;rivoli d&#8217;acqua&#8221; sento la macchina scivolare di piatto in destra e quando alla fine Franco la riprende sento dall&#8217;interfono un sospirato &#8220;fiuuu&#8221;\u2026\u2026. (mortacci sua, penso!).<br \/>Non ci ero abituato, semplice. E solo chi lo ha navigato sa\u00a0come \u201cJimmy il fenomeno\u201d guidasse.<br \/>Superiamo il termine P.s. e controlliamo il tempo, lo confrontiamo con l&#8217;anno precedente, solo un minuto in pi\u00f9, il tutto fatto con un 112 &#8220;cane da caccia&#8221; con scarpette &#8220;ricoperte&#8221; .<br \/>Penso, se siamo cos\u00ec per divertimento, cosa succeder\u00e0 in gara? Sono tra un misto di esaltazione e panico, accompagnato da un crollo di autostima sulla mia capacit\u00e0 di reggere il trend.<br \/><br \/>La mattina dopo <em>RICOPIO IMMEDIATAMENTE<\/em> tutte le note sui miei blocchi a mio sistema, riporto rigorosamente i miei riferimenti rilevati faticosamente la notte e comincio a tentare di fugare lo stato di agitazione. Solo la notte mi dar\u00e0 risposte.<br \/><br \/>La notte arriva e dopo qualche prova mi sento rinfrancato per la mia ritrovata sicurezza grazie al mio bel blocco ricopiato, provammo e riprovammo mettendo a punto ogni pi\u00f9 piccolo particolare. I tempi scendevano che era una bellezza ed il muletto anche se storto, si comportava egregiamente, le derive della 112 ormai erano prassi ed ampiamente digerite &#8220;sic est&#8221;.<br \/><br \/><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>ARRIVO DELLE \u201cPICCOLE\u201d<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le vetture da gara (la nostra e quella di Bozzi preparate da Nocentini) erano arrivate al concessionario Lancia di Palermo con il traghetto la notte prima. Bozzi, Bardelli ed io ci dirigemmo a Palermo per ritirale con la 127 che Bozzi aveva noleggiato per le ricognizioni.<br \/><br \/>Ricorder\u00f2 sempre quando entrai nel salone del concessionario e vidi le due &#8220;splendide signorine rosse&#8221; fare bella mostra di se, gi\u00e0 con il kit addosso. Mi fu &#8220;presentata&#8221; la nostra. Era semplicemente bellissima. L&#8217;accarezzai perfino, aveva ancora le &#8220;mutandine&#8221; addosso (i nylon sui sedili), profumava di nuovo ed aveva un 00036 segnato sul contachilometri, nuova e cattiva. Ponta, a dare battaglia di l\u00ec a poche ore.<br \/>Nel tragitto verso Cefal\u00f9 mi tolsi qualche soddisfazione, era un quarta serie appena uscito, aveva un motore prontissimo, pieno a tutti i regimi e se il mulo &#8220;andava&#8221; questa &#8220;schizzava&#8221; letteralmente.<br \/><br \/>A Cefal\u00f9 uscimmo, Franco ed io,\u00a0per provarla sulla vicina Castelbuono.<br \/><br \/>Il mondo croll\u00f2 quel venerd\u00ec. Franco non riusciva a prendere mano con la &#8220;signorina&#8221;, non rispondeva alle imbarcate, rimaneva rigida e non si adattava alla sua guida. Quando rispondeva alla chiamata lo faceva violentemente con serio pericolo, insomma non scivolava ma saltellava, i tempi che facevamo erano peggiori di quelli con il muletto, un vero dramma a 24 ore dalla partenza.<br \/>Imprecazioni e lunghi silenzi fino a casa, non osavo aprir bocca in auto e speravo nel grande stellone dei rallysti, una gara cos\u00ec importante e carica di aspettative compromessa per qualcosa di sconosciuto, era difficile da accettare.<br \/><br \/>Lo stellone rispose, ooh se rispose, e pure alla grande. Ritornati all&#8217;assistenza si fecero prove di caricamento, a Franco venne una idea probabilmente suggerita dalla disperazione, fece sostituire la balestra centrale unica con quella del muletto gi\u00e0 sfiancata e provata. Uscimmo immediatamente per il test.<br \/><br \/>Ritorno trionfante, i sorrisi e gli urli si sprecavano nell&#8217;abitacolo, la &#8220;signorina&#8221; aveva completamente cambiato impostazione, si piegava docile e segnava tempi decisamente migliori, sentii pi\u00f9 di qualche mugugno di soddisfazione provenire dalla mia sinistra.<br \/>Andammo in verifiche pre-gara e subito dopo inizi\u00f2 il countdown per la partenza.<br \/><br \/>IL PRE GARA<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Durante il tragitto verso la Sicilia Cunico mi aveva detto che quell&#8217;anno il Trofeo voleva e doveva vincerlo, i tempi erano maturi, la macchina e l\u2019organizzazione c\u2019erano.<br \/>Noi del Trofeo partivamo la seconda notte cos\u00ec alla prima tappa eravamo spettatori. La tensione cominciava a crescere e vedere la gara ci avrebbe fatto mentalmente entrare in essa. Salutammo alla partenza alcune conoscenze\u00a0e ci recammo a vedere un paio di prove tra le pi\u00f9 vicine per non tirar tardi.<br \/>Ricordo Franco molto teso ad osservare i concorrenti passare ed il mio stato non era molto diverso, quella notte prima di addormentarmi una miriade di immagini si accavallarono, C.o., P.s., famiglia, morosa.<br \/><br \/><br \/>La mattina dopo mentre ci recavamo nel parco chiuso per vedere gli esiti della nottata ci fu la brusca notizia della morte del navigatore locale sul Piano Fate.<br \/>Ricordo quella P.s.. Molto brutta, con un precipizio costantemente compagno di viaggio. Dentro di me cercai di capire le cause: nota sbagliata o non recepita. Ed un brivido mi prese: era il mio fantasma sin dal primo giorno\u00a0di presenza a Cefal\u00f9.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Eravamo mentalmente in gara ed il cervello in quelle condizioni cancella quelle informazioni negative, una sorta di autoconservazione.<br \/><br \/>Il pomeriggio lo passai rileggendo pi\u00f9 volte le note e cercando nella mente fotograficamente i riferimenti.<br \/>Una leggera pizza e via a vestirsi. Il momento era arrivato: sincronizzati nuovamente i crono mi immersi nel mio sedile in una sorta di transfert. Non parlammo molto, n\u00e8 fuori n\u00e8 in auto mentre ci avvicinavamo al palco per la partenza, ognuno di noi ripassava il proprio protocollo di concentrazione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>LA GARA<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Le aspettative erano molte su quella gara,\u00a0era la prima del 1979. Molti nomi erano conosciuti ma vi erano nomi nuovi di cui nessuno conosceva le potenzialit\u00e0, era necessaria una strategia e quella che Franco decise era molto semplice, pestiamo duro le prime tre P.s. e al primo stop ci aggiorniamo sulla situazione, poi vediamo se qualcuno \u00e8 emerso e decidiamo sulla condotta successiva.<br \/>Partimmo con il n\u00b0 223, secondi o terzi non ricordo. Lasciato il palco e finita la lunga folla che faceva da corollario a tutti gli equipaggi, la nostra cavalcata era iniziata (quella di Franco \u00e8 storica, da quella prima gara del 79 in cui si aggiudic\u00f2 il trofeo vincendo 7 prove su 10 la sua carriera decoll\u00f2) eravamo soli\u00a0nell\u2019 intimit\u00e0 dell\u2019abitacolo con tutte le tensioni della circostanza. Fattoci il segno di croce ci stringemmo la mano come rito propiziatorio, non potevamo permetterci errori, era arrivata l\u2019ora di andare a fare sul serio, gli ordini erano \u201cvincere\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel C.o. di avvicinamento alla prima P.s. le pause di silenzio si alternavano a brevi rinfreschi sui punti di assistenza, qualche parola sulle famiglie tanto per sciogliere la tensione. La P.s. si avvicinava sempre di pi\u00f9. Non so a voi ma a me quei due minuti di intertempo prima della P.s. sono sempre sembrati eterni. Piombai in macchina dopo aver fissato il passaggio, dove gi\u00e0 il blocco note era aperto in consultazione da Franco. Chiusi il casco, allacciai le cinture, una prova all&#8217;interfono, azzerai i due crono e gi\u00e0 vedevo gli occhi del commissario di gara che ci avrebbe dato il via che stava per aprire la mano per il countdown -5, -4, -3&#8230;.<br \/>Il cuore impazziva. Prima P.s. del Targa con la responsabilit\u00e0 di navigare Cunico ed addosso gli occhi\u00a0di chi aveva scommesso su di noi.<br \/><br \/>Fu come se le acque si aprissero. Partimmo con una rabbia immensa, tutta la tensione di quei giorni si liberava sul motore di quel 112. Non vidi praticamente nulla salvo i miei riferimenti visivi in vicinanza dei quali alzavo gli occhi, vidi quelli e poco altro, fu una danza di note e rabbiosi ruggiti, sentivo l&#8217;auto andare in tutte le direzioni, il pubblico era tantissimo, negli sprazzi di visuale che mi concedevo vedevo gente assiepata ovunque, percepivo le loro urla al nostro passaggio, sentivo i giri motore a regimi altissimi.<br \/>La fine della P.s. giunse prestissimo.\u00a0 In un bagno di sudore guardai il tempo ed ebbi un sussulto di piacere, avevamo fatto meglio di quanto prevedevamo, il piacere si consolid\u00f2 alla conferma del cronometrista.<br \/><br \/>Bastava? \u00a0Era la nostra domanda.\u00a0 Avevamo ancor due P.s. prima di incontrare le facce amiche del Jolly che ci avrebbero informato sulla situazione e navigavamo senza riferimenti salvo qualche informazione scambiate al C.o. con gli equipaggi prima e dopo di noi.<br \/><br \/>Il secondo C.o. con relativa P.s. di\u00a0Montemaggiore ebbe lo stesso effetto. Mi sentivo comunque pi\u00f9 rinfrancato, mi sembrava di andare bene e solleciti di Franco durante la lettura erano inesistenti. Forse&#8230; ce l&#8217;avrei fatta.<br \/><br \/>Alla terza P.s. Targa mi sembra sapevamo che da l\u00ec a poco avremmo avuto il responso sulla nostra andatura e saputo se dovevamo uscire all&#8217;attacco o metterci in difesa. Fu lunga quella P.s. madonna quanto lunga, misto velocissimo stroncato da curve strette che facevano sembrare la 112 pronta per prendere il volo. Penso che Franco diede il meglio di s\u00e8 non conoscendo ancora la nostra posizione, bloccammo (lo sapemmo dopo) un tempo eccezionale, mettendo in fila dietro di noi con quel 112 gran parte del resto del rally, qualche \u201cufficiale\u201d compreso.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><br \/>Appena giunti al primo punto di assistenza non serv\u00ec neppure mi slacciassi le cinture per uscire, non ricordo se venne Bortoletto (DS Jolly Club) o altri, venne comunque uno che in perfetto dialetto veneto mi disse, &#8220;<em>va ben darghe dentro<\/em> <em>putei,<\/em> <em>ma zerch\u00e8 de portar casa a machina<\/em>&#8220;. \u00a0Nessun nome nuovo era sorto o poteva impensierirci, avevamo due minuti di vantaggio sul secondo del Trofeo e i\u00a0nostri tempi\u00a0erano quasi da\u00a0assoluti.\u00a0Da li si scaric\u00f2 la tensione, vidi Franco pi\u00f9 rilassato ed io &#8230;. cominciavo a preoccuparmi di me stesso e non dei concorrenti.<br \/><br \/>La preoccupazione gioca brutti scherzi. Verso la 5a o 6a P.s.\u00a0cadd\u00ec nell&#8217;inferno dei navigatori. Raggiungere i doppiati in Prova Speciale, o meglio, gli equipaggi della gara grande che avevano avuto dei problemi, era abbastanza consueto per noi. Capitava quindi di trovare qualche concorrente in mezzo alle A 112 del Trofeo nonostante ci fosse una neutralizzazione di qualche minuto fra l&#8217;ultimo dei concorrenti della gara grande e il primo del Trofeo. In un passaggio \u201dstretto\u201d \u00a0fui distratto da uno di questi che non voleva togliersi, guardai la macchina (erroraccio) e persi le note. Con sudore alla fronte, solo una particolare casa sulla sinistra, riportata sui miei riferimenti visivi, 300 metri dopo mi aiut\u00f2 a riprendere il punto. Qualche madonna Franco me la tir\u00f2.<br \/>Fu in quella P.s. che il mio tempo non coincise con quello del cronometro ufficiale. Sicuramente i doppiati avevano giocato un brutto scherzo al cronometrista, anche Franco scese dall&#8217;auto vociando ed inveendo per quei 60 secondi addebitati. Lasciammo la postazione in malo modo. Per fortuna il nostro margine era ampio e non rappresentarono un problema per la classifica.<br \/><br \/><br \/>Arrivammo sul lungo mare all&#8217;arrivo con quasi un\u2019ora di anticipo. Era mattina, aspettai fino allo scoccare del mio minuto prima di consegnare la tabella, non volevo correre rischi, non sapevo chi guardare, c&#8217;erano un po\u2019\u00a0tutti, radio, fotografi e Tv e sul palco il\u00a0Mo\u00ebt &amp; Chandon\u00a0ci aspettava per essere aperto. Lo apr\u00ec il mio pilota senza tanti cerimoniali, lo assaggiammo in piedi, eravamo stanchi con gli occhi fuori dalle orbite, tanta voglia di letto e quello champagne ricordo aveva il gusto impastato di una notte insonne, molta la gente, molti si congratulavano ma nelle mie orecchie vi era solo il fischio della stanchezza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ci misi molti giorni a capire cosa avevamo fatto e molti anni a ricordare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>N.d.r.:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100001624718570&amp;fref=gc&amp;dti=35257789002\">Maurizio Paliaga<\/a><\/strong>\u00a0Ahahahah Tiziano, ti ricordi di quel minuto, la ps non ricordo quale fosse..ma ricordo che c&#8217;era parecchia discesa e siamo andati giu&#8217; alla morte..tanto che ancora adesso quei 50 secondi non so se erano uno sbaglio o erano veri&#8230;non so se si poteva andare di pi\u00f9&#8230;credimi&#8230;abbiamo rischiato tutta la P.s.che a Zini piaceva da morire. Bella gara !!<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/accanove.atlantis?fref=gc&amp;dti=35257789002\">Atlantis Accanove<\/a><\/strong>\u00a0&#8230;e &#8230;..\u00a0\ud83d\ude42\u00a0mi spiace per voi ma quel minuto NON c&#8217;era ha ha ha ha (belle ste diatribe a distanza di 40 anni)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/giorgio.bozzi?fref=gc&amp;dti=35257789002\">Giorgio Bozzi<\/a><\/strong>\u00a0Visto che ci siamo&#8230; dico anch\u2019io la mia a proposito dell\u2019arrivo delle \u201cufficiali Mocauto Jolly Club\u201d a Cefal\u00f9: a dispetto dell\u2019immacolata 4a serie di cui sopra la mia si present\u00f2 totalmente al di fuori degli standard concordati (le due auto avrebbero\u00a0dovuto essere gemelle) e mi ritrovai un 3a serie sgangherato che non solo non andava ma non stava in strada al punto che tentai di convincere i meccanici Jolly a smontare il rollbar per montarlo sulla mia 4a serie stradale con cui feci le ricognizioni e correre con quella&#8230; naturalmente mi mandarono a \u201cquel paese\u201d e il risultato si vide in gara!\u00a0&#x1f621;\u00a0Per la cronaca alla gara successiva (Costa Smeralda) il mio meraviglioso \u201c112\u201d ufficiale dopo la prima prova si apr\u00ec quasi in due e finii la gara con saldature e fil di ferro ovunque&#8230; ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. I Trofeisti non mollano mai!<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tiziano Campagnol. Primi giorni di dicembre 1978, il Piave Jolly sezione trevigiana del Jolly Club organizza la festa della premiazione per la nutrita schiera di piloti che corrono sotto le loro insegne. 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