{"id":1587,"date":"2020-04-01T16:40:41","date_gmt":"2020-04-01T14:40:41","guid":{"rendered":"http:\/\/trofeo112.it\/?p=1587"},"modified":"2020-04-29T14:54:02","modified_gmt":"2020-04-29T12:54:02","slug":"quei-59-secondi-della-discordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2020\/04\/01\/quei-59-secondi-della-discordia\/","title":{"rendered":"QUEI 59 SECONDI&#8230;DELLA DISCORDIA"},"content":{"rendered":"\r\n<p>di Roberta Ghetti.<\/p>\r\n<p>A distanza di anni, quando ci ritroviamo con i Trofeisti, ci ridiamo su e con i protagonisti di questa storia ci siamo chiariti, quindi nessun \u2018scheletro nell\u2019armadio\u2019 o tentativo di rivalsa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dunque il Rally di Sanremo del 1980. In quell\u2019anno Fulvio Zini aveva vinto la prima gara il Targa Florio in Sicilia, Vittorio Caneva aveva fatto suo il Costa Smeralda e Michele Cinotto aveva registrato un filotto di ben quattro vittorie consecutive all\u2019Elba, 4 Regioni, Il Ciocco e Colline di Romagna. Il titolo quindi del Trofeo A 112 di quell\u2019anno, pur se non ancora definitivamente assegnato, aveva gi\u00e0 preso una \u2018bella piega\u2019 verso Cinotto. Il Rally di Sanremo era una delle tre ultime gare che potevano decidere mateticamente il titolo. Qualcuno per\u00f2 come Vittorio Caneva, nell\u2019occasione affiancato da Roberta Ghetti, voleva a tutti costi rimandare l\u2019assegnazione del titolo e tentare per lo meno di giocare le proprie residue carte. Si parte subito con la P.s. di San Romolo con Caneva primo con il tempo di 29\u201946\u201d, a 2\u201d secondi Zini, a 3\u201d Cinotto. Questi i distacchi minimi dopo mezz\u2019ora di prova speciale e questo la dice lunga di quanto c\u2019era da battagliare nel Trofeo per emergere. Sul Colle d\u2019Oggia Caneva allunga decisamente e rifila 25\u201d a Cinotto, 33\u201d a Zini e 45\u201d a Lupidi.\u00a0 Alla P.s. di Ponte dei Passi Cinotto si riprende 1\u201d su Caneva. Sul secondo passaggio di Colle d\u2019Oggia Caneva con un mezzo miracolo, o di pazzia se volete\u2026, affibia ben 32\u201d a Cinotto, 54\u201d a Lupidi e un minuto intero a Zini. Interessante sarebbe sapere cosa ci trovasse Vittorio in quella P.s. dove rifilava cos\u00ec tanti secondi agli avversari. A questo punto il vantaggio su Michele Cinotto \u00e8 di 59\u201d quando mancano due P.s. alla fine. Si arriva sul <em>\u2018luogo del delitto\u2019 <\/em>e cio\u00e8 al controllo orario che precede il secondo passaggio sulla P.s. di Ponte dei Passi. \u00a0<em>Scena del crimine<\/em>: il primo equipaggio dell\u2019ultima tappa del rally di Sanremo era partito 31 minuti dopo mezzanotte per cui per i Trofeisti significava correre per tre quarti di gara di notte. Certamente di grande fascino, ma sicuramente pesante dal punto di vista fisico, ma questi erano i rally degli anni \u201980. Neanche il clima atmosferico aiutava in questo caso: pioggia a catinelle! Per la scelta delle gomme invece non c\u2019era alcun problema in quanto per il Trofeo era obbligo la \u201cmomogomma intermedia\u201d, asciutto o bagnato che fosse, e in fondo le Kleber non erano poi cos\u00ec male per entrambe le situazioni. Ovviamente venivamo da una situazione gi\u00e0 precaria a causa della pioggia: vetri auto appannati, tipico in queste situazioni non solo per le 112, quaderni delle note e tabella di marcia imbucati da qualche parte affinch\u00e9 non prendessero la pioggia con risultati negativi facilmente prevedibili, notte fonda, etc. I cronometristi, dato l\u2019inclemenza del tempo, si erano attrezzati con tanto di roulotte e noi ci si doveva affacciare ad una piccola finestra per consegnare la tabella di marcia per farsela timbrare. Situazione quindi perfetta per affondare <em>\u2018la lama del delitto\u2019<\/em>. Mi avvicino alla roulotte con tanto di ombrello, stava diluviando\u2026., convinta di essere gi\u00e0 nel mio minuto, fra l\u2019altro c\u2019erano molte auto dei \u201cgrandi\u201d in ritardo, quindi arrivo piuttosto affannata e trovo davanti al finestrino Il mio amico\/collega Guido Novaro che mi apostrofa: \u201cEhi aspetta il tuo turno!\u201d. Ovviamente penso che mi ero sbagliata e cos\u00ec aspetto che lui se ne vada, vedo scattare il successivo minuto e consegno la tabella. Sigh!!! Non ci metto molto a capire quel che \u00e8 successo: il collega aveva timbrato al cinquantanovesimo secondo del suo minuto traendomi in inganno. \u00a0La stanchezza, il buio, la pioggia, la tensione o chiss\u00e0 cosa altro, fatto sta che l\u2019errore \u00e8 mio. Salgo sulla A 112 e informo ovviamente Vittorio Caneva dell\u2019accaduto con la morte nel cuore per quanto ero dispiaciuta della mia ingenuit\u00e0, pronta a sentirle, e ne avrebbe avuto decisamente tutte le sante ragioni. Invece non lo fa, ma affiancando all\u2019auto di Michele Cinotto gli grida: \u201cTanto quel minuto te lo riprendo alla prossima prova!!\u201d \u00a0\u00a0Cos\u00ec invece non \u00e8 andata perch\u00e9 nella P.s. di Ponte dei Passi, quando stavamo letteralmente volando, Vittorio stringe un pelo di troppo e tocchiamo un paletto che sar\u00e0 fatale alla nostra gara.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Non ho mai dimenticato quell\u2019episodio e quanto fossi dispiaciuta per l\u2019accaduto, forse non lo dissi abbastanza a Vittorio e ancora mi dispiace.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Recentemente, con mia grande sorpresa ad un pranzo di Trofeisti, mi si \u00e8 presentato questo signore dicendo: \u201cSalve io sono Guido Novaro\u2026\u2026..\u201d!!!!!! \u00a0Abbiamo parlato a lungo anche e soprattutto di quella notte Sanremese e lui ha ammesso che ci aveva provato(e ci \u00e8 riuscito) senza sapere davvero perch\u00e9\u2026\u2026 L\u2019ho apprezzato molto di pi\u00f9 oggi come persona e sono felice di averlo rivisto.\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Morale: il folto gruppo dei Trofeisti erano pi\u00f9 o meno amici, e il fatto che ci ritroviamo ancora dopo quarant\u2019anni la dice tutta, ma a quei tempi non si faceva sconti a nessuno. Finite le ricognizioni che spesso si tramutavano in qualche goliardata, in gara si usavano tutti mezzi possibili per primeggiare, leciti o meno leciti che fossero. In questo caso tutto era corretto naturalmente, condito per\u00f2 con un pizzico di \u201ccattiveria\u201d, peraltro inutile visti i risultati delle precedenti gare. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberta Ghetti. A distanza di anni, quando ci ritroviamo con i Trofeisti, ci ridiamo su e con i protagonisti di questa storia ci siamo chiariti, quindi nessun \u2018scheletro nell\u2019armadio\u2019 o tentativo di rivalsa. Dunque il Rally di Sanremo del 1980. 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