{"id":1789,"date":"2020-04-14T13:55:43","date_gmt":"2020-04-14T11:55:43","guid":{"rendered":"http:\/\/trofeo112.it\/?p=1789"},"modified":"2020-05-01T11:52:07","modified_gmt":"2020-05-01T09:52:07","slug":"due-botti-in-mezzora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2020\/04\/14\/due-botti-in-mezzora\/","title":{"rendered":"DUE BOTTI IN MEZZ&#8217;ORA!"},"content":{"rendered":"<p>di Paolo Pontelli.<\/p>\n<p>La mia prima partecipazione al Trofeo A112 \u00e8 stata al rally dell&#8217;Elba del &#8217;79, ed \u00e8 stata anche la mia seconda gara in assoluto.<\/p>\n<p>La prima era stata il rally delle Valli Pordenonesi del &#8217;78, che l&#8217;anno dopo divent\u00f2 il Rally di Piancavallo, gara svoltasi in novembre. In questa avventura rallystica avevo coinvolto il mio amico Fabrizio Dovier, che conoscevo sin dalle scuole elementari. Era stato un autunno pazzesco, mai una goccia di pioggia, sempre bel tempo. Se non ch\u00e9 il giorno della gara, dopo poche prove speciali, durante la notte, pens\u00f2 bene di mettersi a nevicare copiosamente. Ci trovammo a dover effettuare, in trasferimento, la lunga discesa del Piancavallo, verso Barcis, con le Kleber da asfalto del Trofeo. Fu un vero calvario e alla fine decidemmo di ritirarci, anche perch\u00e9 non avevamo altre gomme.<\/p>\n<p>Dall&#8217;alto di cotanta esperienza rallystica decidemmo di iscriverci all&#8217;Elba, gara che conoscevo solo perch\u00e9 un paio d&#8217;anni prima ero andato a vederla. Bene, per prima cosa avevo bisogno di un&#8217;assistenza, non potevo ricorrere nuovamente all&#8217;aiuto di parenti e amici. Mi iscrissi cos\u00ec alla Grifone, leggendaria scuderia di Genova che offriva questo servizio. Il primo passo era fatto. Avevamo poi il problema di come organizzare la trasferta. Mi feci prestare da un amico carrozziere un carrello monoasse, e da mia zia la sua 124 berlina ch\u00e9 aveva il gancio di traino, gomme e cerchi li stivammo sul tetto. Con la 124 avevamo anche pensato di provare ma questo non lo dissi a mia zia. Una settimana prima dell&#8217;inizio della gara partimmo. Gi\u00e0 il tragitto verso l&#8217;Elba fu una sofferenza tremenda. Era la prima volta che guidavo una macchina con il carrello e quindi senza alcuna esperienza, avevo caricato il 12 sbagliando i pesi (ma questo lo scoprii dopo) con il risultato che verso gli 80 km\/h il carrello cominciava a sbandare in maniera pazzesca. Raggiungemmo quindi l&#8217;Elba alla velocit\u00e0 &#8220;stratosferica&#8221; di 80\/90 km\/h, partendo dal Friuli che non \u00e8 proprio dietro l&#8217;angolo! Giunti a Portoferraio arriv\u00f2 la prima doccia fredda. Andammo a ritirare il radar e gli altri documenti e scoprimmo che la tappa riservata al Trofeo era su terra. &#8220;Su terra?&#8221; &#8220;Ma come, se l&#8217;anno prima era su asfalto?&#8221; Non mi ero nemmeno premurato di controllare. Fu evidente in quel momento che la mancanza di esperienza era un bel peso al collo. Il 12 aveva, ovviamente, assetto da asfalto e avevamo solamente gomme d&#8217;asfalto.<\/p>\n<p>Un disastro! Se non ci siamo messi a piangere in quel momento poco ci \u00e8 mancato. Fu Fabrizio a infondere subito un po&#8217; di coraggio con il suo ottimismo; &#8220;non preoccuparti vedrai che in qualche modo rimedieremo&#8221;.<\/p>\n<p>Per prima cosa andammo alla Kleber e comprammo otto gomme da terra. E questo era stato semplice. Per\u00f2 non potevo certamente prendere le note e provare con la 124 di mia zia, dovevamo trovare una alternativa. Macchina a noleggio! Ideona! Mi misi subito a telefonare alle varie agenzie di noleggio (Avis, Hertz) dell&#8217;isola prima, di Piombino poi. Giunsi a chiamare sino a Livorno ma niente da fare, se non mi risero in faccia poco ci manc\u00f2. Mi spiegarono successivamente che, in occasione dei rally, le agenzie locali di noleggio non fornivano le macchine. Per puro caso, mentre leggevo un articolo sul rally su un quotidiano locale, mi accorsi di un inserzione di un garage di Marciana Marina che noleggiava delle vetture. Chiamai subito e spacciandomi per uno studente in vacanza (cominciavo ad imparare) chiesi se poteva noleggiarmi un&#8217;auto. Mi rispose; &#8220;guardi sono spiacente ma le due vetture che ho a noleggio sono gi\u00e0 uscite, ci sarebbe l&#8217;auto di mia figlia&#8221; Io: &#8220;e che auto sarebbe?&#8221; Lui: &#8220;una 112 Elite&#8221; Io (incredulo); &#8221; la tenga, tra mezzora sono l\u00ec. &#8220;Sembrava troppo bello. E cos\u00ec avevamo anche il muletto! Il giorno dopo cominciammo di buon mattino a provare, primo giro per prendere le note e i tempi sui trasferimenti.<\/p>\n<p>Poi un secondo passaggio ad andatura un po&#8217; pi\u00f9 sostenuta per correggere le note. Dopo circa duecento metri dall&#8217;inizio della discesa della P.S. Monte Calamita, dietro una Dx 3, ci trovammo di fronte una Opel Ascona di una famigliola, padre madre e figlioletta di sei o sette anni seduta sul sedile posteriore. All&#8217;epoca non era ancora obbligatorio usare le cinture di sicurezza n\u00e9 i sedili per i bambini e, infatti, a bordo dell&#8217;Ascona viaggiavano tutti senza misure di sicurezza.<\/p>\n<p>Il frontale fu inevitabile ma per fortuna ad avere la peggio fu il nostro 12. Radiatore andato come pure la sospensione sinistra. Muletto deceduto! Fortunatamente la famigliola usc\u00ec dall&#8217;incidente quasi illesa e anche la loro macchina. Li convincemmo a non proseguire in senso contrario alla prova (si sentiva il rombo di un muletto Gr.4 che stava salendo). A quel punto, con la macchina ferma a bordo strada, si presentava la necessit\u00e0 di provvedere al recupero e quindi allertare un carro attrezzi. Deciso questo fermammo, quindi, il primo equipaggio in arrivo. Se ricordo bene si trattava di Lorenzelli anche lui con una vettura a noleggio, un 131 Racing. Gentilissimo si rese subito disponibile a portare uno di noi sino al primo telefono per chiamare i soccorsi. Fabrizio, quindi, si sistem\u00f2 sul sedile posteriore e partirono. Ed io rimasi ad aspettare. Pass\u00f2 un&#8217;ora, poi due, poi tre, ma non si vedeva nessuno. Spazientito decisi di andare a vedere cosa poteva essere successo e quindi fermai anch&#8217;io una macchina. Era Vittorio Caneva che, gentilissimo anche lui, mi caric\u00f2 e mi port\u00f2 sino al fine prova. La P.S. finiva con una sx abbastanza secca e l&#8217;innesto in asfalto. Trovammo la 131 a ruote all&#8217;aria nel campo che costeggiava il fine prova e l&#8217;equipaggio pi\u00f9 il mio navigatore, scoraggiati, seduti su un muretto a bordo strada. Non c&#8217;\u00e8 che dire, un bel record per un navigatore alle prime armi: un frontale e un cappottamento nel giro di mezz&#8217;ora. La trasferta elbana non era partita sotto i migliori auspici, infatti ci ritirammo nella prima prova speciale per doppia foratura.<\/p>\n<p>A distanza di tanti anni, per\u00f2, conservo bellissimi ricordi di quelle giornate primo tra tutti l&#8217;amicizia che si instaur\u00f2 con Vittorio Caneva e soprattutto l&#8217;aver scoperto il clima di spensieratezza, goliardia e amicizia che si respirava all&#8217;interno del gruppo del Trofeo A 112. E che si respira ancora oggi dopo tanti anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pontelli. La mia prima partecipazione al Trofeo A112 \u00e8 stata al rally dell&#8217;Elba del &#8217;79, ed \u00e8 stata anche la mia seconda gara in assoluto. La prima era stata il rally delle Valli Pordenonesi del &#8217;78, che l&#8217;anno dopo divent\u00f2 il Rally di Piancavallo, gara svoltasi in novembre. In questa avventura rallystica avevo coinvolto il mio amico Fabrizio Dovier, che conoscevo sin dalle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1789"}],"collection":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1789"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2088,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1789\/revisions\/2088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}