{"id":2303,"date":"2020-05-14T16:01:02","date_gmt":"2020-05-14T14:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/trofeo112.it\/?p=2303"},"modified":"2020-10-09T15:13:13","modified_gmt":"2020-10-09T13:13:13","slug":"sei-tu-che-cerchi-un-navigatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2020\/05\/14\/sei-tu-che-cerchi-un-navigatore\/","title":{"rendered":"SEI TU CHE CERCHI UN NAVIGATORE?"},"content":{"rendered":"<p>di Vittorio Caneva<br \/>\n(ricordo di Loris).<br \/>\nIl trillo della maledetta sveglia mi tir\u00f2 su dal letto di soprassalto, le 3,40. Gli occhi incollati e la testa pesante\u2026 un orario demenziale anche a vent&#8217;anni. Fuori un silenzio irreale avvolgeva il paese, magicamente ancora assopito in quella calda notte d\u2019estate.<br \/>\nA tentoni picchiando dappertutto mi avviai in cucina dove misi sul fornello una moka preparata diligentemente la sera prima. Mi guardai nello specchio, sembravo \u201czombie\u201d, \u201cma chi me lo fa fare\u201d pensai acidamente, \u201cA quest\u2019ora del mattino in giro per \u2018sti fottuti rally, ma chi li avr\u00e0 inventati mai\u201d.<br \/>\nIl disegno della giornata era molto impegnativo, prendere l\u2019A112 Elegant muletto, caricare il fotografo di Asiago di nome Igerio, che mai aveva visto o saputo che cos&#8217;era un rally in vita sua, andare a Bobbio, fare le note del rally delle valli Piacentine e tornare ottimisticamente in serata, se tutto fosse andato per il meglio. La 112 muletto era come un caccia della prima guerra mondiale se non lo tiravano gi\u00f9 i nemici cadeva da solo, probabilit\u00e0 di ritornare a casa sani meno del 22%.<br \/>\nQuando lo trovai alle quattro in punto davanti al suo negozio, Igerio sembrava la mummia di Ramsete II estratta dal sarcofago e impiantata contro il muro, un morto in piedi. Avrebbe voluto fare il navigatore, ma da quella volta invece non mi parl\u00f2 mai pi\u00f9 di rally.<br \/>\nDopo le prime tre gare mia moglie che normalmente mi navigava, pens\u00f2 bene di darsi alla maternit\u00e0, l\u2019ondeggiare del traghetto per la Sardegna aveva sortito effetti devastanti e inaspettati per cui ora si iniziava a comprare culle, biberon e accessori vari. Il navigatore che avevo nel frattempo recuperato si era dato alla fuga dopo un rocambolesco Colline di Romagna nel quale mi pag\u00f2 un minuto al parco assistenza, non seppi mai il perch\u00e9 ma la cosa mi fece veramente arrabbiare.<br \/>\nAvevo un gran bel carattere a quei tempi, senza dire nulla girai la macchina e tornai a casa ancora con la tuta indosso, lasciando agli altri un piazzamento nei 5-6 e il premio gara che non era poco soprattutto considerando le inesistenti risorse dell\u2019epoca, era un disonore pagare un minuto col navigatore sul tavolino a far niente, il solo pensiero mi faceva desiderare di sopprimerlo in modo atroce.<br \/>\nMi trovai cos\u00ec senza nessuno, feci un lungo giro di telefonate ma la risposta era sempre quella \u201cVoi del Trofeo siete matti, non salgo&#8230; mica voglio andare in ortopedia\u2026\u201d Cos\u00ec decisi di andare a provare la gara con il primo che mi disse di si, o forse per essere sinceri non ebbe il coraggio di dirmi no, Igerio il fotografo che aveva il negozio a fianco del mio.<br \/>\nQualche mese prima gli avevo salvato la vita, era svenuto in bagno causa una stufetta a gas, suo padre era arrivato urlando \u201cE\u2019 morto\u201d me lo caricai in spalla e lo portai fuori all&#8217;aperto dove rinvenne appena dopo l\u2019arrivo dell\u2019ambulanza, ci manc\u00f2 poco davvero.<br \/>\nEra comico il modo in cui gli dettavo le note \u201cDP\u2026 50\u2026 SV\u2026 80\u2026 ST\u2026\u201d e lui scriveva come poteva, meglio di niente, penna a sfera e blocco grande, d\u2019altra parte non c\u2019erano soluzioni, anche Gianni mi aveva abbandonato, lui pi\u00f9 pazzo di me arriv\u00f2 un paio di gare prima al Ciocco, la Range e il carrello con caricata la A112 e la fidanzata di un noto pilota a cui celatamente faceva la posta. Sbarc\u00f2 maledicendo la Garfagnana colpevole di essere troppo lontana da casa sua. Poi vide tutti assatanati gi\u00e0 pronti per la gara, avevano provato come matti e lui nemmeno visto la strada \u201cMi presterai le tue note, tanto sulla terra vinco io\u201d aveva detto con il suo solito ottimismo, e invece gir\u00f2 la Range e se ne and\u00f2 a casa dove vendette tutto \u201cNon ho tempo\u2026 e poi quelli provano troppo \u2026 hanno la macchina sporca, ho da fare io e un bimbo di tre anni\u201d Borbott\u00f2 mentre girava tutto nuovamente verso nord.<br \/>\nIn poche parole ero rimasto solo, il sodalizio che si era creato tempo prima si era spezzato per sempre, un altro che aveva messo la testa a posto e alzato la bandiera bianca.<br \/>\nMancavano ancora alcuni giorni alla gara e se non avessi trovato qualcuno, io non avrei potuto correre, magra consolazione davvero, ma sembrava impossibile caricare un navigatore, anche pagandogli tutte le spese.<br \/>\nForse in quel momento dovevo smettere, le difficolt\u00e0 economiche erano altissime e anche il tempo a disposizione era molto ridotto, ma proprio quel mattino mi feci una promessa \u201cAvanti sempre, avanti a tutti i costi se si fanno questi sacrifici si deve pur arrivare a qualcosa\u201d.<br \/>\nLa giornata fu un incubo, ci perdemmo nel mezzo di una landa sconfinata, infilando una taglio in mezzo al bosco, questa divenne strettissima e ripidissima in salita e poi in discesa, poi di fango, molto fango, riuscimmo a venirne fuori miracolosamente mettendo dei rami sotto le ruote e lanciandoci poi gi\u00f9 per un prato, sulla cartina c\u2019era una strada e la strada dovevamo trovare a tutti i costi altrimenti in quel posto non ci avrebbero mai pi\u00f9 recuperato.<br \/>\nIl povero Igerio era aggrappato alla maniglia con gli occhi sbarrati immaginando che quelli per lui sarebbero stati sicuramente gli ultimi momenti di vita, io mi lanciavo indomito lungo il prato scivolosissimo sperando di trovare una via d\u2019uscita, alla fine buttammo gi\u00f9 una recinzione di filo spinato e piombammo nella strada con i freni gi\u00e0 bloccati da tempo e la macchina che andava alla deriva, un tonfo disumano salut\u00f2 il nostro arrivo, incredibilmente non si ruppe nulla ma fu uno dei tanti miracoli che appaiono ogni tanto nella vita di ogni rallysta.<br \/>\nRientrammo a casa verso mezzanotte, avevamo percorso 1.100 km . tra andata ritorno, prove e divagazioni varie a bordo della povera A112 Elegant gi\u00e0 distrutta di suo\u2026<br \/>\n\u201cVieni gi\u00f9 stasera al ritrovo della scuderia forse ho trovato uno che potrebbe correre con te\u201d Riattaccai il telefono e mi sparai a Marostica, sperando nel buon Dio.<br \/>\nArrivai laggi\u00f9 che si stavano sgranocchiando dei salatini con dell\u2019ottimo prosecco. I soliti mitici e immancabili discorsi aleggiavano tra gomme gare e traversi di ogni tipo rendendo la serata davvero piacevole. D\u2019un tratto si avvicin\u00f2 a me un tipo con fare piuttosto spaesato.<br \/>\n\u201cSei tu che cerchi un navigatore?\u201d Disse sottovoce girandomi attorno quasi avesse timore di parlarmi.<br \/>\n\u201cSi, sono io, ma tu chi sei?\u201d Risposi senza afferrare bene se la sua era una proposta per salire con me o una riflessione per aiutarmi.<br \/>\n\u201cDiciamo che di solito sono un navigatore\u201d Rispose con calma mentre con lo sguardo fissava le punte delle mie scarpe e girava sempre in tondo.<br \/>\n\u201cPotrei correre con te se vuoi, basta che mi paghi le spese io soldi non ne ho\u201d Continu\u00f2 ancora girando sempre un po\u2019 su se stesso sorseggiando senza gustarlo il prosecco dal calice.<br \/>\n\u201cMa\u2026 hai ancora corso vero ?\u201d Gli chiesi preoccupato.<br \/>\n\u201cChi sei?\u201d Era quasi inquietante il suo comportamento.<br \/>\n\u201cMi chiamo Loris\u2026 Loris Roggia ho corso con un po\u2019 di gente, alcuni sono qui in giro, chiedi pure a loro\u201d e se ne and\u00f2 cos\u00ec com&#8217;era apparso, forse deluso dalla mia reazione che si vedeva chiaramente poco convinta.<br \/>\nQuella sera il destino cambi\u00f2 sicuramente la mia vita e forse anche la sua creando un sodalizio che dur\u00f2 per quasi tutta la mia carriera.<br \/>\nTuttavia il fare pacato, calmo, quasi distaccato non mi convinceva molto, di solito i navigatori erano arrembanti, vendevano bene la loro merce, cercando di essere simpatici al pilota e raccontando anche quello che non avevano fatto, invece lui era come su un altro pianeta, distaccato, sulle nuvole.<br \/>\nPensai che non avevo alternative e che comunque dopo questa gara avrei avuto il tempo eventualmente per cercarne uno magari pi\u00f9 sveglio\u2026<br \/>\n\u201cMa siete sicuri che quello non si addormenta?\u201d Chiesi ad un paio di piloti con cui aveva corso.<br \/>\n\u201cNo tranquillo vedrai come si trasforma quando sale in macchina, non lasciarti trarre in inganno dal suo comportamento \u00e8 uno fatto cos\u00ec\u201d<br \/>\n\u201cSperiamo\u2026 chiss\u00e0 che dir\u00e0 mia moglie quando lo vedr\u00e0\u2026 Dir\u00e0 sicuramente che li trovo tutti io\u2026 mah! \u201d<br \/>\nLo cercai e ci misi un po\u2019 a ritrovarlo si era eclissato, stava girando da solo a testa bassa meditando chiss\u00e0 cosa, assopito nel suo mondo che in seguito gli ho spesso invidiato e che non era per niente sulle nuvole.<br \/>\n\u201cEhi tu\u2026 Sveglia! Domani passer\u00f2 a prenderti alle nove in punto, dove abiti?\u201d<br \/>\nMi aspettavo che mi dicesse \u201cEh no! Domani devo chiedere a mia moglie, il lavoro ecc.\u201d<br \/>\nInvece spar\u00f2 un \u201cVa bene\u201d Senza condizioni che sentii molto raramente in giro per tutto il resto della mia vita.<br \/>\nQuando suonai alla porta di casa si present\u00f2 immediatamente con la valigia in mano, ma dentro era tutto buio e per terra vidi una sagoma raggomitolata.<br \/>\n\u201cChe \u00e8 quello\u201d Dissi un po\u2019 inorridito.<br \/>\n\u201cAh\u2026 \u00e8 mio fratello che dorme\u201c<br \/>\n\u201cCome? Ma dorme l\u00ec per terra?\u201d<br \/>\n\u201cEh si\u201d fece allargando le braccia.<br \/>\n\u201cHa litigato a casa e ora sta qui\u201d Disse chiudendo piano la porta.<\/p>\n<p>Arrivammo a Bobbio nel tardo pomeriggio e verso sera iniziammo le ricognizioni con le note del fotografo, scritte in maniera orrenda, ma lui non faceva una piega, le leggeva come fossero le sue.<br \/>\n\u201cAdesso gli faccio vedere come vanno i Trofeisti\u201d e mi sparai come un folle su una prova che avevo visto solo una volta.<br \/>\nLui non le perse mai, ogni tanto allungava il piede alzando la testa e ogni tanto mi diceva \u201cFalla scorrere che ti pianti in uscita\u201d e scuoteva la testa, come per dire \u201cAh! \u2018sti giovani!\u201d<br \/>\nPoi finita la prova mi disse \u201cMa sei sicuro che riuscirai ad andare tutta la gara cos\u00ec?\u201d<br \/>\nIn effetti aveva ragione avremmo fatto almeno la met\u00e0 delle curve per caso, ma si vedeva che era davvero bravo, la giusta grinta, la giusta calma, vedeva delle cose che nessuno immaginava.<br \/>\n\u201cAttento che \u00e8 sporca\u201d ed era sporca! Non ci era mai passato ma lo intuiva.<br \/>\nRimasi a dir poco stupito, ma il mattino del giorno dopo stava malissimo, aveva un colore grigiastro e non metteva la testa fuori dal lenzuolo.<br \/>\n\u201cChe hai adesso\u2026\u201d<br \/>\n\u201cMah ogni tanto mi viene una cosa del genere\u2026 Non so\u2026\u201d Gi\u00e0 parlava poco e in pi\u00f9 adesso era moribondo, andiam bene.<br \/>\n\u201cSenti per provare c\u2019\u00e8 solo oggi, io vado lo stesso a vedere le prove almeno mi rester\u00e0 qualcosa in testa, mi spiace tu resta qui verr\u00f2 dopo, se hai bisogno chiama sotto qualcuno verr\u00e0\u201d<br \/>\nPorca miseria, per\u00f2 non mi avevano detto che era difettato, miseria andava cos\u00ec bene, prima le note col fotografo, e poi guarda come sono ridotto adesso, che sfiga.<br \/>\nFeci la prima prova speciale, quella del passo Cerro e verso la met\u00e0, su un tornante c\u2019erano molti spettatori che guardavano le prove.<br \/>\nMi fermai tra un polverone mezzo di traverso.<br \/>\n\u201cChi \u00e8 che vuol salire\u201d urlai dal finestrino.<br \/>\nVennero in una decina.<br \/>\n\u201cio\u2026 io\u2026 io\u2026\u201d<br \/>\nFeci salire quello che sembrava il meno tonto \u201cSai dire le note?\u201d<br \/>\n\u201cMa si&#8230; anzi no\u2026 non ho mai visto come si fa, ma mio zio \u00e8 salito una volta con Vudafieri\u2026\u201d<br \/>\nUrca andiamo bene!<br \/>\nFeci un paio di passaggi con a bordo quel tizio che terrorizzato guardava la mia lotta con la vettura senza proferire parola.<br \/>\nAlla fine tornai in hotel dove trovai Loris ancora ko.<br \/>\n\u201cPensi di rimetterti per domani?\u201d<br \/>\n\u201cNon mi dura mai pi\u00f9 di un giorno\u201d disse con un filo di voce.<br \/>\n\u201cChiamo un prete o un dottore?\u201d<br \/>\nIl giorno seguente le verifiche e poi in serata la partenza, faceva un caldo infernale nel cortile della ditta Astra di Piacenza sponsor della gara, a guardarlo bene sembrava che non avesse avuto nulla, il giorno prima era moribondo oggi stava meglio di me, con il cappellino in testa e la tuta Linea Sport azzurra legata alla cintura lasciava vedere il pesantissimo maglione che si usava come sottotuta a quei tempi, un caldo veramente infernale e lui l\u00ec come se fosse a Karlstad in Svezia. Mah\u2026<br \/>\nChe tipo strano\u2026<br \/>\nFinalmente davanti a me la prima prova speciale, il Passo Cerro, una salita larga e veloce e una discesa mozzafiato sporchissima quasi sterrata, lui non c\u2019era mai passato, io con lo spettatore e prima ancora con il fotografo Igerio, totale due volte. Roba da mondiale!<br \/>\nLa salita era noiosissima non si andava su, soffrivo e continuavo a dire \u201carriver\u00e0 anche la discesa prima o poi\u201d Mentre il motore soffocava nell&#8217;arsura estiva.<br \/>\nMi buttai gi\u00f9 come un pazzo tanto che pi\u00f9 volte mi trovai in situazioni veramente disperate, affrontai un tornante subito dopo una frana con la macchina di traverso, quando questa tocc\u00f2 l\u2019asfalto e lo scalino che lo delimitava, si mise su due ruote, facendomi rischiare un capottamento storico, poi piombammo su una destra sporchissima e mi ci buttai dentro a tutta, in uscita misi una ruota nel vuoto meritandomi la foto su AutoSprint, un altro due ruote su di un ponte nel quale tirai il freno a mano per non schiantarmi e poi ancora un paio di ruote in un fosso, dei rischi incredibili, e lui imperterrito a leggere le note, ogni tanto guardava a lato per vedere dove si andava, ma nulla di strano mi sembrava di andare addirittura piano.<br \/>\n\u201cBravi avete fatto il terzo tempo\u201d ci disse il cronometrista alla fine dell\u2019odissea.<br \/>\n\u201cCazzo Loris peccato, volevo vincerla, proviamo nella prossima\u201d<br \/>\nMi aspettavo che mi dicesse \u201cMa tu sei matto ad andare cos\u00ec\u201d e invece disse \u201cHai guidato un po\u2019 sporco ma va bene, quanta ghiaia! Per\u00f2 se stai pi\u00f9 calmo la prossima la vinceremo\u201d<br \/>\nLa prova dopo invece fummo meno fortunati e finimmo in un fosso quasi subito, perdendo un paio di minuti, il solito gruppetto di spettatori ci ributt\u00f2 in strada, lui non fece una piega anzi scese a spingere in un baleno e in un baleno era gi\u00e0 riallacciato pronto a ripartire.<br \/>\nRiprendemmo e rifinimmo in un altro fosso dal quale uscimmo per fortuna a fine gara.<br \/>\nMeglio cos\u00ec! Statisticamente c\u2019era da aspettarselo di finire in quel modo, avevamo giocato tutti i jolly che avevamo e anche di pi\u00f9.<br \/>\nFu una delle poche volte in cui fui felice di ritirarmi e anche Loris non si lament\u00f2 pi\u00f9 di tanto.<br \/>\n\u201cMa te la senti di correre anche al Liburna con me\u2026 oppure me ne devo cercare un altro ?\u201d<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 no\u2026 secondo me vai forte\u2026 ma devi imparare come si fa\u2026\u201d Disse misteriosamente.<br \/>\nSuo fratello sul pavimento non c\u2019era pi\u00f9, forse era tornato a casa sua o forse era semplicemente in giro, lo salutai con un cenno della mano, mentre lui trascinava la sacca all&#8217;interno, con un lieve gemito di sofferenza.<br \/>\n\u201cCi vediamo presto Loris, grazie di tutto\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vittorio Caneva (ricordo di Loris). Il trillo della maledetta sveglia mi tir\u00f2 su dal letto di soprassalto, le 3,40. Gli occhi incollati e la testa pesante\u2026 un orario demenziale anche a vent&#8217;anni. Fuori un silenzio irreale avvolgeva il paese, magicamente ancora assopito in quella calda notte d\u2019estate. 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