{"id":2372,"date":"2020-10-08T17:35:03","date_gmt":"2020-10-08T15:35:03","guid":{"rendered":"https:\/\/trofeo112.it\/?p=2372"},"modified":"2021-04-06T16:27:45","modified_gmt":"2021-04-06T14:27:45","slug":"lattilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2020\/10\/08\/lattilio\/","title":{"rendered":"LATTILIO E VANNI"},"content":{"rendered":"<p>di Adriano Trevisan.<br \/>\nPer il mio primo rally abbiamo deciso di prendere il\u2026treno. Ok, sono passati tanti anni e oggi sembrerebbe anacronistico ma quella mia prima volta fu proprio cos\u00ec. Con Vanni Fusaro ci conoscevamo appena e quando mi chiese di correre con lui non ci ho certo pensato due volte. Cos\u00ec da Belluno siamo partiti in treno per raggiungere Cuneo e prendere a noleggio un\u2019auto per le ricognizioni del Rally di San Giacomo. Era una A112(e cosa se n\u00f2?) con pochissimi chilometri e potete immaginare come l\u2019abbiamo resa il luned\u00ec mattina dopo la gara. Durante le prove abbiamo avuto l\u2019onore di essere trainati dalla Stratos di Pregliasco che ci ha \u2018pescati\u2019 da un piccolo torrente dove eravamo finiti dentro, poi un piccolo frontale con una Fiat 127 con l\u2019anziano guidatore preoccupato pi\u00f9 per la prevedibile sgridata della moglie che dai, pochi, danni all&#8217;auto. Mentre raggiungiamo l\u2019agenzia di noleggio per la restituzione, ci tamponano e l\u00ec per l\u00ec ho pensato che quella poteva essere la volta buona che ci mettevano in galera. Ma, all&#8217;epoca, non eravamo certamente i soli a \u2018maltrattare\u2019 cos\u00ec le auto prese a noleggio. Si parte per le ricognizioni. Vanni mi spiega velocemente quello che deve fare il navigatore e parte a tutta velocit\u00e0 gi\u00f9 per una discesa pazzesca. O \u00e8 matto o vuole mettermi alla prova, ho pensato. In effetti poi a quella folle velocit\u00e0, su una scatoletta come la A 112, ci si abitua, o meglio, mi sono abituato allora. Ora non credo proprio ce la farei di nuovo. Non riusciamo a terminare la gara perch\u00e9, in una P.s. molto lunga, si stacca lo scarico e si infila fra la carrozzeria e la ruota consumandola tutta tant&#8217;\u00e8 che facciamo molti chilometri con il solo mozzo della posteriore destra.<br \/>\nA quella gara per\u00f2 ho avuto il piacere di conoscere Attilio Bettega e la moglie Isabella e sono stato testimone di una grande amicizia fra Vanni e Attilio, basti pensare che per le successive gare ci si dava appuntamento in qualche Autogrill e poi si proseguiva sempre assieme, prove, albergo, ristorante, noleggio auto\u2026etc. Isabella ha una simpatica inflessione dialettale \u2018trentina\u2019 e quando cerca Attilio dice: \u201cl\u2019Attilio dov&#8217;\u00e8, l\u2019Attilio dov&#8217;\u00e8 andato? E cos\u00ec ci adeguiamo e lo chiameremo sempre \u201cLAttilio\u201d. Entrambi piloti velocissimi pur con caratteristiche diverse. Ponderato, ragionatore e pi\u00f9 professionale sin da subito Attilio. Focoso, irrefrenabile ma con un gran piede Vanni. Tant&#8217;\u00e8 che anche durante le prove Vanni raggiungeva sempre Attilio pur partendo dietro e per questo Attilio ne soffriva un po\u2019 e, mentre poi noi andavamo a zonzo, lui continuava imperterrito a provare. La nostra A 112 era curata da Mauro Nocentini, preparatore alle prime armi all&#8217;epoca, ma \u2018dopo\u2019 si \u00e8 visto quanto bravo era e lo \u00e8 tutt&#8217;ora!<br \/>\nSan Martino di Castrozza era la gara di casa sia di Vanni che di Attilio. Forse l\u2019ultimo \u201cvero, grande,\u201d quel San Martino di Castrozza del 1977. Siamo partiti sicuri che avremo fatto bene e cos\u00ec \u00e8 stato. Vanni volava sulla terra dissestata da tutti i passaggi della gara grande e ho faticato parecchio a frenarlo sulla discesa del Passo Manghen quando ha visto la 112 di Attilio fuori strada ripetendo quello che mi diceva durante le prove: \u2018eccolo\u2019. E cos\u00ec sull&#8217;ultima P.s., proprio alla fine, ci siamo girati e abbiamo passato il C.o. in retromarcia! Grande vittoria, quella a cui tengo di pi\u00f9.<br \/>\nBettega e Fusaro, Fusaro e Bettega poi\u2026. Il vuoto. O meglio: bravi piloti s\u00ec, ma loro due erano veramente una spanna pi\u00f9 su.<br \/>\nSanremo: che atmosfera, che tensione! Qui abbiamo conosciuto tutti, o quasi, i piloti delle case ufficiali. Essere l\u00ec assieme a quei \u2018mostri\u2019, era un sogno che si stava realizzando. Ho avuto il privilegio di fare un giro con il grande Lele Pinto e la Stratos. Fenomenale!! Partiamo per la gara e, cosa non insolita per ottobre, piove. La salita verso San Romolo \u00e8 piena di foglie, molto viscida. Gli dico: \u2018Vanni, le prime due P.s. sono molto insidiose, ti modifico le note e le chiamo pi\u00f9 basse. Lui: no, no, chiamale normali. Mi arrangio io a essere pi\u00f9 cauto\u2019. Fatta, ho pensato, a questo non gliene frega niente. Prepariamoci a volare. Nonostante gli ricordassi, praticamente ad ogni rettilineo, di usare moderazione, lui gi\u00f9(di acceleratore) finch\u00e9\u2026. non siamo entrati in una curva ricoperta di foglie. Gi\u00f9, gi\u00f9, gi\u00f9\u2026 la macchina non si fermava pi\u00f9 e il buio certo non ti aiutava a capire dov&#8217;eravamo finiti. Arrivano dei meccanici francesi della Renault e dicono: \u201c<em>tu matti, troppo veloce<\/em>\u201d. Con l\u2019aiuto dei meccanici ci inerpichiamo, letteralmente, fin sulla strada e qui una buon\u2019anima a bordo di una Fiat 600 ci porta fino a San Romolo. L\u00ec troviamo Pinto che sconsolato, anzi piangeva, stava guardando un bulloncino rotto sulla sua Stratos e strani pensieri, di poco spirito sportivo, gli passavano per la testa. Finisce tutto con una bella cena da Dall\u2019Ava, io, Fusaro assieme a Pinto e Bernacchini. E finisce cos\u00ec anche la nostra gara, la pi\u00f9 importante della stagione che vedr\u00e0 trionfare nel Trofeo 112 \u201cLAttilio\u201d Bettega con cinque vittorie e Vanni Fusaro al secondo posto con 4 vittorie. A Bettega poi assegnarono la Stratos, e tutto quello che ne segu\u00ec, e a Fusaro il 131 Abarth con cui l\u2019anno successivo vinse la Mitropa Cup. Io per\u00f2, causa motivi di lavoro, mi fermai a quel 1977.<br \/>\nMi piace pensare che da qualche parte, lass\u00f9, si senta qualcuno chiamare \u2026&#8221;e LAttilio dov&#8217;\u00e8?&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Adriano Trevisan. Per il mio primo rally abbiamo deciso di prendere il\u2026treno. 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