{"id":2838,"date":"2021-10-28T14:52:59","date_gmt":"2021-10-28T12:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/trofeo112.it\/?p=2838"},"modified":"2023-11-16T19:38:40","modified_gmt":"2023-11-16T18:38:40","slug":"la-villa-del-dottor-gabbianelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2021\/10\/28\/la-villa-del-dottor-gabbianelli\/","title":{"rendered":"LA &#8220;VILLA&#8221; DEL DOTTOR GABBIANELLI"},"content":{"rendered":"<p>di Ivo Enrico Poluzzi.<br \/>\nParte prima.<br \/>\nDovete sapere che i rallysti, soprattutto se \u201cin erba\u201d normalmente erano dotati di tante virtu\u2019, come entusiasmo, energie, passione, esuberanza, ma, in generale, di poche doti economiche. Tutte le risorse erano destinate alla macchina, ammesso che fossero sufficienti&#8230; o almeno per l\u2019essenziale. Quindi le trasferte pre e per la gara erano al lumicino e occorreva essere parsimoniosi e ridurre al minimo le spese di vitto e alloggio. Dunque, fra le innumerevoli doti del mio naviga di allora, Man-Erg (al secolo Fabio Maida) c\u2019era la capacit\u00e0 di spremere le risorse. Era a dir poco, geniale e molto \u201ccreativo\u201d. Cos\u00ec, per la trasferta all\u2019Isola d\u2019Elba, trov\u00f2 una grande opportunit\u00e0, a titolo incredibilmente gratuito, ovvero una \u201cVilla\u201d che un suo conoscente gli consentiva in uso, anche per altri amici, alla sola condizione di portare alla \u201cVilla\u201d un pacchetto. Di quale <em>pacchetto<\/em> fosse ce ne rendemmo conto solo alla partenza: consisteva in una porta completa di controtelaio. Bene, certo non poteva essere un problema, quindi montammo sulla A112 un portapacchi e partimmo. Sbarcati sull\u2019isola, con questo inusuale accessorio, cercammo l\u2019indirizzo della \u201cVilla\u201d. Non c\u2019erano, allora, i GPS quindi vagammo per un po\u2019 sulla base di sommarie indicazioni richieste ai passanti. E finalmente ECCOLA, in un ampio e \u201cbasso\u201d prato, isolata (nell\u2019isola non mi pare una novit\u00e0)&#8230; Si ergeva, anzi, \u201cgiaceva\u201d, \u00e8 il caso di dirlo, come costruzione bassa a solo piano terra&#8230; Entrammo, speranzosi, accompagnati da altri amici che si erano con piacere aggregati, allettati dall\u2019idea di un bel risparmio e di stare in buona compagnia. Bene, la casa sembrava non essere abitata da lungo tempo, e il pavimento della casa era, in gran parte, coperto da un dito d\u2019acqua, stupore, sconcerto e&#8230;rassegnazione. Non avevamo alcuna alternativa. Quindi ci apprestammo con senso di superlativo adattamento a sistemarci alla bell\u2019e meglio. La fidanzata del mio Naviga, che faceva parte dell\u2019allegra brigata, fugg\u00ec, inorridita. Ovviamente non c\u2019era riscaldamento. Tutti dormimmo con le tute da gara, giacca a vento, e&#8230;caschi. A me spett\u00f2 il posto migliore, nel cucinotto, dove riuscii a fare entrare una brandina e poi era dotato dell\u2019unico accessorio rilevante: un forno elettrico che miracolosamente funzionava. Dormii, comunque \u201cbardato\u201d, con lo sportello del forno aperto, per ricevere un po\u2019 di prezioso calore.<\/p>\n<p>Parte seconda: la corsa, 21-23 aprile 1977<br \/>\nI partenti sono quasi SETTANTA!!!<br \/>\nNoi partiamo bene, forte, mi sentivo bene, ma siamo anche abbastanza prudenti, si fa per dire&#8230;comunque la corsa \u00e8 apertissima, nessuno concede nulla. Come al solito, con il volante fra i denti e aggrappato alla leva del cambio stretta stretta (il sedile non era ergonomico, ma aveva una copertina con due cuscinetti a lato per contenere un po\u2019&#8230;.)<br \/>\nScusatemi, rileggendo le classifiche parziali mi viene il magone&#8230;e anche la pelle d\u2019oca&#8230;mi sto commuovendo a distanza di pi\u00f9 di 40 anni&#8230; Rileggendo, non mi sembra ancora vero.<br \/>\nAlla prima PS, la \u201cDue Mari\u201d, vince Tabaton, a ruota Guizzardi e Pelganta, ma noi siamo <em>ottavi<\/em> a pari merito con Fusaro e a soli 6 secondi da Bettega che \u00e8 <em>settimo<\/em>&#8230; Mamma mia&#8230; Tutto ok, noi non abbiamo i tempi, solo chi ha alle spalle una Scuderia lo pu\u00f2 sapere&#8230; Partiamo per la seconda PS, San Martino, tutto bene o quasi, usciamo dalla prova e siamo ancora in gara, vince Fusaro, seguito da Tabaton e Pelganta e noi siamo ancora l\u00ec, <em>settimi<\/em>, a pochi secondi da Bettega che \u00e8 <em>sesto<\/em>. Ma abbiamo fatto anche un \u201clungo\u201d, siamo usciti di muso e la macchina si \u00e8 appoggiata sul pianale. Ci ha ritardato un poco, per fortuna, ma il tubo di scarico si \u00e8 sfilato dal collettore del motore e penzola agganciato solo al gommino che trattiene, dietro, la marmitta al telaio&#8230; Non avevamo nessuna assistenza, da nessuna parte, per risolvere il problema e ci accorgemmo subito che il tubo si puntava, penzolando, contro il senso di marcia, con un grande frastuono e sbattendo violentemente contro il fondo scocca&#8230;impossibile procedere, ci stava massacrando il pianale ed era anche pericoloso procedere cos\u00ec. Non avevamo alternative, quindi decidemmo che, non potendo procedere cos\u00ec, l\u2019unica soluzione era tagliare la fettuccia di gomma che tratteneva tutto il tubo di scarico e lasciarlo a bordo strada&#8230; Ok, qui arriva la doccia fredda: alla partenza della terza PS, il solerte e implacabile Commissario con cui gi\u00e0 avevo avuto l\u2019occasione di imbattermi al Rally di Cesena&#8230;cosa fece? Ritir\u00f2 la Tabella di marcia a Fabio e ci squalific\u00f2 sul posto, non per sicurezza, ma ritenendo dolosa l\u2019asportazione dello scarico, per ottenere illecitamente un incremento di potenza, di cui dubito fortemente. In ogni caso, avrebbe potuto farci continuare \u201cSub Judice\u201d e accertare i fatti realmente accaduti.<br \/>\nCos\u00ec termin\u00f2 la nostra gara, con tutti i sacrifici, le spese, l\u2019impegno profuso, vanificate per un giudizio arbitrario e decisamente inappropriato. Fine del Sogno. Al termine, fummo \u201ccaldamente\u201d consigliati (dalle \u201calte sfere\u201d), per il nostro bene, di non interporre appello, in quanto (dal momento che tutti erano al corrente di quanto fosse stata irregolare e ingiustificata la nostra squalifica), l\u2019eventuale accoglimento avrebbe potuto anche comportare l\u2019annullamento della gara e della classifica per tutti gli altri colleghi&#8230;e ovviamente non ci avrebbe portato alcun giovamento se non le ire di tutti gli altri. Quindi obbedimmo e prendemmo tristemente atto, senza obiettare. Non finisce qui. Ricevemmo un telegramma con cui ci avvisavano che eravamo convocati in giudizio dalla Commissione Disciplinare della CSAI per il nostro supposto dolo. Il Giudice DINI, a Verona, (ben informato sui fatti realmente accaduti) ci assolse con formula piena, ma non credo che il Commissario in questione abbia pagato per le conseguenze dovute al Suo sommario giudizio di colpevolezza, giustiziandoci sommariamente \u201csul campo\u201d di battaglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ivo Enrico Poluzzi. Parte prima. Dovete sapere che i rallysti, soprattutto se \u201cin erba\u201d normalmente erano dotati di tante virtu\u2019, come entusiasmo, energie, passione, esuberanza, ma, in generale, di poche doti economiche. Tutte le risorse erano destinate alla macchina, ammesso che fossero sufficienti&#8230; o almeno per l\u2019essenziale. 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