{"id":3030,"date":"2024-01-19T17:06:41","date_gmt":"2024-01-19T16:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/trofeo112.it\/?p=3030"},"modified":"2024-01-29T16:19:37","modified_gmt":"2024-01-29T15:19:37","slug":"the-panchine-e-virtuose-rinuce-del-notaio-volante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/trofeo112.it\/index.php\/2024\/01\/19\/the-panchine-e-virtuose-rinuce-del-notaio-volante\/","title":{"rendered":"THE&#8217;, PANCHINE E VIRTUOSE RINUNCE DEL NOTAIO&#8230;VOLANTE"},"content":{"rendered":"<p>di Pierluigi Comelli. Ai \u201cnostri\u201d tempi, anni &#8217;70-80 per intenderci, non c\u2019erano limitazioni per le ricognizioni e le prove pre-gara delle Speciali di un rally; o meglio, dovevi solo rispettare il codice della strada\u2026 o quasi! Cos\u00ec, se volevi andar forte, visto che gli avversari erano certi Bettega, Gasole, Tabaton, Mirri, Vittadini e poi il gruppo cosiddetto 5C (Capone, Caneva, Carini, Cunico e modestamente ma orgogliosamente il sottoscritto Comelli), dovevi passare intere giornate sulle Speciali, con un avanti e indietro noioso ma indispensabile. Era quindi piuttosto comune che, almeno per le trasferte pi\u00f9 lontane come Sicilia, Sardegna, Elba o Sanremo, ci si prendesse un\u2019intera settimana di ferie o, per i pi\u00f9 fortunati che ancora studiavano, la stessa settimana ma di \u201criposo\u201d, giusto per cavillare e distinguere sui termini ma non nella sostanza. Fu cos\u00ec anche per quel Sanremo del \u201979, penultima di un campionato che Cunico, nonostante le sue tante vittorie a raffica, ancora non si era matematicamente aggiudicato. Noi infatti avevamo vinto il 4 Regioni, eravamo arrivati secondi all\u2019Elba e al Ciocco, terzi a Piacenza e quarti al Colline di Romagna e al Liburna, con un punteggio totale che ancora ci permetteva di sperare nella conquista del titolo\u2026 Cunico permettendo. Io e Pietro del Pup, mio navigatore di quella stagione e di molte altre gare in seguito, ci prendemmo quindi una settimana per preparare bene la gara. Erano otto le Speciali, tutte una diversa dall\u2019altra; e quindi di strada da provare ce n\u2019era davvero un bel po\u2019. Lo facevamo soprattutto di notte anche se poi la gara si sarebbe svolta di giorno. E questo perch\u00e9 di notte il traffico \u00e8 sempre meno intenso ma soprattutto perch\u00e9 la luce dei fari di chi viene dalla parte opposta alla tua ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di evitare pericolosi scontri frontali. Cos\u00ec insomma una mattina riuscii persino a ritagliarmi un paio d\u2019ore per una partita a tennis, intanto che del Pup correggeva le note. Ma la notte ero cos\u00ec stanco che mi si chiudevano gli occhi. Una sera, credo nella piazza di Carpasio, intravidi una panchina. Riposare nella A 112, soprattutto a causa della mia stazza, era praticamente impossibile. \u201cVado su quella panchina -dissi a Pietro- a fare un riposino\u201d. Credo sia stato uno dei sonni pi\u00f9 belli della mia giovent\u00f9, indimenticabile, nel silenzio di tomba di quel paesino. Mi venne a svegliare del Pup dopo un paio d\u2019ore quando il paese cominciava ad animarsi: chiss\u00e0 cosa avrebbe potuto pensare la gente di quel \u201cgiovanotto\u201d dormiente su una panchina! La gara poi fin\u00ec bene, nel senso che arrivammo terzi dietro Cunico e Vittadini, i quali per\u00f2 alle verifiche tecniche furono squalificati: conquistammo cos\u00ec un\u2019insperata vittoria che ci permise di avvicinarci a soli 14 punti da Cunico. Ce la saremmo giocata al Giro d\u2019Italia se io non avessi dovuto disertare quel Rally causa\u2026esame universitario! Restai quindi al secondo posto del Trofeo, nonostante due gare in meno rispetto ai miei principali avversari. E a fine anno, a dicembre, furono ancora gli studi universitari a segnare in qualche modo la mia vita sportiva. Mi chiam\u00f2 Cesare Fiorio per dirmi che avevano pensato di affidarmi da ufficiale Fiat la Ritmo 75 di Gr.2 per il Rally della Val d\u2019Aosta. Ma in quegli stessi giorni c\u2019era l\u2019esame di Stato per diventare notaio. Fra quelle due opzioni scelsi l\u2019esame rinunciando a quell\u2019incredibile opportunit\u00e0. Avr\u00f2 fatto bene? Se ci penso, non ne sono ancora sicuro\u2026<\/p>\n<p>Molti anni dopo, al R.A.C. inglese del 1994 (il mio quinto delle nove edizioni a cui ho partecipato), dopo la P.S. di Pundershaw (45,35 km!!) all\u2019interno della temibile Kielder Forest -fango e fatica incredibili- la premurosa assistenza ci offr\u00ec un superlativo th\u00e8 (spacciato per inglese di ottima qualit\u00e0) che ci risollev\u00f2 dalla fatica di quella lunga e terribile prova speciale. Sono stato grato per molto tempo a chi ce lo prepar\u00f2. Ma solo vent\u2019anni dopo venni a sapere che quel th\u00e8 altro non era che il nostro Estath\u00e8 riscaldato! Eppure sono ancora convinto di non aver mai bevuto un th\u00e8 cos\u00ec buono: forse perch\u00e9 in quella specifica situazione, tra fango, pioggia, nebbia e stanchezza, qualsiasi bevanda calda ci sarebbe comunque sembrata la pi\u00f9 buona del mondo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierluigi Comelli. 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