di Angelo Costantini

“Stringi bene la cintura”.
“Scusa???”.
“Stringi bene la cintura, stavolta o la va o la spacca!”.

Eravamo alla partenza della Parata e, dopo una notte non proprio fortunata, si era fatto chiaro.
La gara era iniziata molto bene, credo col secondo tempo sulla prima prova, la mitica Monte Calamita, dietro a Cunico. Noi arrivavamo galvanizzati dal risultato del Costa Smeralda, secondi per pochissimo da Franco, e quindi eravamo partiti a tutta convinti di potercela giocare: il Vitta(n.d.r. Paolo Vittadini) era indemoniato, guidava da Dio (ma si potrà essere Dio e Demonio contemporaneamente?) e lungo la prova un paio di ritiri eccellenti -ricordo per esempio il 12 di Gasole appoggiato sulla destra che ci ha strappato un “dai, uno di meno” di cui, a distanza di una quarantina d’anni, ci scusiamo- ci hanno caricato ancora di più.
Purtroppo, credo alla terza prova, sul Colle Reciso, avevamo bucato: “Cazzo che sfiga…però siamo quasi in cima alla salita, cosa dici, tiriamo dritto?” e il Vitta ovviamente risponde: “Certo, giù a balla, proviamoci” e così ci siamo fatti la discesa praticamente su tre ruote, scendendo come pazzi, ma perdendo tutto il vantaggio già guadagnato, e anche di più.
Arriviamo all’assistenza e fatti i debiti conti vedo che nonostante la foratura ce la possiamo ancora giocare, la gara è ancora lunga e pure Cunico si è ritirato. Così iniziamo a macinare temponi su temponi, recuperando piano piano sugli amici-nemici Zini, Cinotto, Perona e tanti altri.
Fino ad arrivare alla partenza della Parata: eravamo tornati ad essere lì lì con i primi, non ricordo chi fossero in quel momento, e il Vitta se ne esce con quella frase.
Finiamo la prova, in strada non fuori!, e riusciamo nel sorpasso in classifica. Si gode, ovviamente perché siamo tornati in vetta, ma soprattutto perché era come se avessimo sfidato il destino e avessimo vinto. Cose da ragazzi che si ci penso ora mi dico “cazzo eravamo tutti fuori come dei meloni”.
La gara è poi andata avanti con mille altre scaramucce. Addirittura in una delle ultime curve della penultima prova, dovrebbe essere Monte Castello se ricordo bene, ci mettiamo pure il 12 per cappello e, curiosamente, dove due minuti prima Giammarini aveva fatto la stessa cosa, con il pubblico ovviamente in delirio che in un bit ha rimesso entrambi in carreggiata e noi via, come se non fosse successo niente. (n.d.r. staccando il terzo tempo di P.s., peraltro!)

Ma l’Elba per me e il Vitta si riassume in quella frase “stringi bene la cintura” che noi ricordiamo ridendo ogni volta che ci vediamo.