di Paolo Cianci.

Targa Florio, una gara che mi è rimasta nel cuore. Prove veloci, da stare sempre in traiettoria, senza sbavature per non perdere neppure un chilometro di velocità e se per caso trovi dei tratti bagnati o rigagnoli che attraversano la carreggiata l’asfalto diventa ghiaccio puro.
Per me che amo il veloce e il velocissimo è stato veramente stupendo. Peccato però che la gara sia finita presto, ma se non ricordo male con due buoni tempi, ma questa la racconterò un’altra volta appena riesco a recuperare i tempi delle prime tre prove.

Cefalù (PA) – Targa Florio 1977.
Il giorno della gara si stava avvicinando e “stanchi” e affamati dalle ricognizioni una buona parte dei centododicisti e qualche infiltrato dei “giovani” che correvano nel Gr. 1 si concordarono un appuntamento per la cena in una pizzeria sul lungomare di Cefalù. Dopo aver mangiato alcuni si ritirano a dormire, altri tornarono a provare, e tra gli ultimi che uscirono dal locale c’erano tre equipaggi del trofeo e un futuro campione italiano ed europeo che correva al tempo con il Kadett.
Nota: una buona parte dei Trofeisti non aveva il “muletto” e allora si optava su auto di affitto specie dell’…… s che aveva kasco, incendio e furto nel contratto, potete immaginare il perché.
Discutendo sul da farsi e su quale prova rifare, quelli del Kadett avvertono che devono cambiare le pastiglie anteriori e quindi ritardavano, nonostante le proteste e lo schernimento dei dodicisti che li incitavano a continuare lo stesso per non perdere tempo. L’imperterrito naviga tira fuori dalla macchina le pastiglie, le posa sul tetto, va nel bagagliaio per prendere il cric e chiave a croce. I Trofeisti salgono sulle proprie 127 per iniziare ad andare sulle prove, ma improvvisamente accade qualcosa, i piloti scendono velocemente e ognuno va a impossessarsi di una cosa: chi il cric, chi la chiave a croce e chi le pastiglie.
Inizia così una piccola scaramuccia fra i piloti del Kadett, che cercano di non farsi portare via la roba, e i Trofeisti che riescono a prendere almeno i ferodi come trofeo.
Immaginate la scena. Tutto questo accade sulla passeggiata di Cefalù verso 21.30, davanti al locale dove hanno mangiato e quasi sicuramente non saranno stati i soli in quel luogo, pensate alle facce dei locali che vedono quello che accade ignari che tutta goliardia.
Balzati sulle macchine con il prezioso “trofeo”, partono a razzo con stridore di gomme inseguiti quasi subito dall’Opel.
Inizia un inseguimento per le vie cittadine a forte velocità fino a che non imboccano una strada in salita, sempre in mezzo alle case, che culmina su un leggero dosso che immette in un piccolo piazzale in cui si rivela un vicolo cieco. Su questo slargo si affacciano diversi garage, di cui alcuni con le serrande aperte e in uno di questi c’è un signore anziano che sta facendo pulizia con la scopa.
Prima incuriosito dal rumore dei motori, poi spaventato da tre auto che arrivano a ruote inchiodate nel suo garage, questi arretra verso il fondo senza mollare la scopa abbozzando un’alzata di mani in segno di resa. Sempre più bianco, sente e vede anche arrivare un’altra auto che fa la stessa manovra delle prime e allora alza ancora di più le braccia e arretra sempre più. Nello stesso istante si aprono alcune porte, da una parte il passeggero dell’Opel che va di corsa verso una delle 127 e si riprende il maltolto.
Allora il conducente dalla prima macchina decide di uscire per abbozzare una frase di scuse ma vista la scena decide di calcare la mano e dice con voce forte all’uomo in fondo al garage: “Salve!… Siamo arrivati! … Tardi! ma siamo arrivati! Buona sera!”
E via tutti con stridore di gomme e fumo.
Ecco questo e un piccolo esempio di com’era il mondo del trofeo A 112 nel 1977.